Oggi diamo il via ad una rubrica targata Parlandodisport.it in cui trasporteremo voi appassionati in un viaggio nella storia dello sport modenese attraverso le imprese dei personaggi che ne hanno scritto le pagine più importanti. Il primo protagonista di #ParlandodiStorieModenesi negli ultimi anni ha stretto un legame indissolubile con la nostra città grazie all’affetto che è stato capace di suscitare nel pubblico del Palapanini e non solo. Nemanja Petrić, infatti, anche dopo che al termine della scorsa stagione ha lasciato Modena per la seconda volta,resterà sempre nel cuore di chi ha avuto il piacere di ammirarne le giocate e l’umanità durante gli anni passati.
I primi passi nel volley
Nemanja nasce a Prijepolie, una città di 40mila abitanti della Serbia centrale vicina al confine col Montenegro, il 28 luglio del 1987. Muove i primi passi nel mondo della pallavolo con il club della sua città natale, per poi esordire nella Superliga serba a soli 18 anni. Dopo due stagioni si trasferisce in Montenegro al Budućnost Podgorica, attualmente seconda squadra più titolata del paese, e conquista i suoi primi trofei. Sempre nel 2007 inizia la sua avventura con la maglia della nazionale serba, alla quale sarà sempre estremamente legato e di cui diventerà successivamente il capitano. Nel 2011, dopo un’annata trascorsa in Belgio, approda finalmente nel nostro paese, ma prima di essere notato dalla dirigenza gialloblù deve mettersi in luce con la maglia di una Sir Safety Perugia agli albori del proprio percorso nel volley che conta. Nella sua prima stagione in Umbria Nemanja vince il campionato di Serie A2 e, nelle due successive, mostra il suo talento anche in Superlega.
L’arrivo a Modena
È nell’estate 2014 che lo schiacciatore serbo, ormai sotto ai riflettori del volley mondiale, viene ingaggiato da Modena insieme a Luca Vettori, Matteo Piano e Salvatore Rossini nell’ambito di un progetto volto a riportare la società di Catia Pedrini ai vertici nazionali. Nella prima annata in gialloblù Petrić completa un reparto schiacciatori di notevole caratura affiancato da Earvin Ngapeth, dalla futura stella giapponese Yuki Ishikawa e da Uroš Kovačević. È proprio l’infortunio dell’amico e connazionale a forzare il coach Angelo Lorenzetti ad affidarsi completamente a Nemanja ed Earvin, sulle ali dei quali Modena riporta sotto la Ghirlandina quella Coppa Italia che mancava da ben 17 anni, battendo nella final four del PalaDozza prima l’allora Lube Macerata, poi la corazzata Itas Diatec Trentino allenata dal granitico Radostin Stoychev. Dopo questo successo inebriante i gialloblù si affacciano ai play-off scudetto sperando di poter ribaltare ancora una volta i pronostici favorevoli ai trentini vincitori della regular season, ma il gruppo di Lorenzetti non è ancora pronto ad alzare il trofeo più ambito e viene battuto per 3-1 nella serie finale. Petrić conclude quindi la sua prima stagione a Modena come top scorer della squadra e si afferma sempre più tra i migliori schiacciatori del panorama italiano e mondiale.
L’anno successivo viene confermato come titolare al fianco di Ngapeth, mentre è Kovačević a lasciare Modena, sostituito da un altro serbo come Miloš Nikić che diventa il primo cambio nel ruolo di banda. La squadra nel complesso è rinforzata, pronta a giocare un campionato da protagonista e così è. La stagione inizia con la vittoria della Supercoppa Italiana in finale contro Trento, avversaria battuta anche in occasione della conquista della Coppa Italia a febbraio 2016. Per Nemanja è una stagione leggermente più difficile della precedente, infastidito da alcuni di quegli infortuni che diventeranno successivamente un vero e proprio peso, ciononostante è in campo a dare il suo apporto in quasi tutte le fasi decisive che segnano un’annata storica per la pallavolo modenese. Dopo i primi due trofei conquistati, si giunge ancora ai play-off scudetto: finale contro una Perugia che a sorpresa ha eliminato la Lube Macerata in semifinale, mentre Modena si è sbarazzata dell’Itas Diatec Trentino. I gialloblù vincono le prime due gare e hanno la possibilità, l’8 maggio 2016, di chiudere la serie sul 3-0, ma gli umbri non mollano e nel tie-break del Palapanini si cambia campo sul 3-8 per gli ospiti. Modena recupera un punto dopo l’altro, con gli avversari che però restano al comando della gara determinati a riaprire la serie. Sul punteggio di 8-9 va al servizio Nemanja Petrić, prende la mira e, con la freddezza che solo un campione può avere in un momento come quello, trova l’ace sulla linea laterale che fa esplodere il Palapanini. Nei minuti successivi la rimonta si concretizza e Modena torna a vincere lo scudetto esattamente 14 anni dopo l’ultima volta: un’altra pagina di storia del volley è stata scritta.
Dopo lo scudetto
Nella stagione 2016/2017 Nemanja resta ancora un punto fermo nella rosa gialloblù allenata da Roberto Piazza, della quale diventa il capitano. Lo schiacciatore serbo inizia la sua stagione nel migliore dei modi vincendo il premio di MVP della Supercoppa Italiana che Modena vince davanti al suo pubblico rimontando ancora una volta la Sir Safety Perugia al tie-break. L’annata sarà più complicata sia per la squadra sia per Nemanja, concludendosi in semifinale scudetto contro una Lube all’inizio del proprio ciclo di vittorie. A fine campionato Modena cambia allenatore ingaggiando Radostin Stoychev e Petrić lascia l’Italia per trasferirsi in Turchia all’Halkbank Ankara con cui, pur ancora ostacolato dagli infortuni, vince lo scudetto. La tappa successiva del viaggio di Nemanja è Belgorod, in Russia, dove conquista il suo primo trofeo internazionale, la Challenge Cup 2018/2019. A questo punto, arrivato all’età di 32 anni e ancora in grado di essere decisivo, torna in Superlega per mettersi di nuovo in gioco a Milano alla corte di Roberto Piazza, suo ex allenatore ai tempi di Modena.
Di nuovo a Modena
Dopo lo scoppio della pandemia che mette la società di Viale dello Sport in grande difficoltà economica e strategica Andrea Sartoretti, allestendo la squadra con la consapevolezza che ci sarà da affrontare un’annata difficile, si rivolge subito a Nemanja per fare da guida e punto di riferimento ad un gruppo ricco di giovani. Da vero cuore gialloblù Petrić non può che accettare e firma un contratto annuale, lasciando tra l’altro la fascia di capitano al meritevolissimo Micah Christenson, ma svolgendo comunque il ruolo di leader per lo spogliatoio. La stagione, come ampiamente previsto, risulta particolarmente difficile sia sul campo che fuori, con la pandemia che costringe il Governo a chiudere i palazzetti e gli atleti a giocare senza il supporto del pubblico. Nonostante le difficoltà Nemanja si mostra sempre un ineccepibile professionista e un eccellente giocatore, avendo ormai una tecnica e una varietà di colpi che possono mantenerlo al top nonostante la potenza non sia più quella di qualche anno prima. Al termine del campionato Petrić si separa nuovamente da Modena, sapendo che resterà a lungo amato dai tifosi gialloblù e che questi avranno un grande spazio nel suo cuore “serbo-modenese”, come lo ha definito lui stesso in un post su Instagram.



















































































































