Dopo un’ottima stagione, chiusa con il terzo posto e la conseguente possibilità di disputare il campionato Juniores Elite nella prossima stagione, il mister della Juniores della Virtus Libertas Mattia Manfredini ha deciso di proseguire la sua avventura alla guida della compagine reggiana. Di seguito l’intervista realizzata dalla nostra Redazione.
Come giudichi la stagione appena conclusa?
“E’ stata una stagione esaltante. Sono veramente felice e soddisfatto del lavoro svolto. Nessuno avrebbe messo un centesimo su di noi e, invece, i ragazzi hanno comandato il girone per diciassette giornate e, a tratti, hanno giocato un calcio di livello. Abbiamo messo in mostra le qualità dei singoli attraverso un gioco fluido, d’insieme, e la loro disponibilità al sacrificio e la fame di imparare hanno fatto il resto. Sono molto contento”.
Siete stati in vetta per diverso tempo, c’è rammarico per aver chiuso al terzo posto?
“E’ stato tutto così bello e speciale che quando siamo stati raggiunti lo spogliatoio ha avuto un momento di down perchè ci credevamo. Poi, però, ci siamo parlati e ci siamo detti che la vera vittoria era essere stati noi stessi per tutta la stagione, senza aver mai abbassato la testa contro nessuno, aver dato sempre il massimo delle nostre potenzialità e, soprattutto, raggiungere la qualificazione all’Elite del prossimo anno sarebbe stato un sogno. I ragazzi hanno fatto qualcosa di mai accaduto nella storia giovanile di questa società. Il fastidio per il mancato primo posto è durato poco rispetto alla gioia per quello che siamo riusciti a fare”.
Cosa ti ha spinto a restare un altro anno nella Juniores della Virtus Libertas?
“Sostanzialmente, tre fattori. Il primo sono i ragazzi. I loro messaggi privati e di gruppo, dove mi esprimevano il desiderio di poter fare la Juniores Regionale Elite insieme, hanno influito. In secondo luogo il progetto societario, che ha in testa di creare un bacino di giovani importante per poter puntellare la prima squadra già da questa stagione, ma soprattutto nelle prossime. Se lo facesse con i “miei giocatori” sarebbe un grande orgoglio. Poi in ultimo, lasciando stare il lato economico che comunque conta, la parola di mia figlia. Lei adora il ‘pianeta’ Virtus. Ama e segue le gare della Virtus Libertas, si sente a casa e sente anche sua questa esperienza perciò voglio regalarle un altro ‘viaggio’ importante con questi colori”.
Cosa ti aspetti dal campionato Juniores Elite e quale sarà il vostro obiettivo?
“Mi aspetto un campionato difficile, ma molto stimolante. Spero di vedere giocatori forti e squadre importanti giocare un calcio di livello. Incontreremo le formazioni migliori delle provincie di Parma, Reggio e Modena, ma soprattutto società che hanno fatto la storia e segnato solchi importanti del calcio regionale, sia nel mondo giovanile che negli adulti. Qundi, dovremo essere perfetti in tutto. Essere perfetti significa essere costantemente stimolati, questo mi dà forza e sono sicuro che la darà anche ai miei giocatori. Poi ci sarà da soffrire e da lottare per salvarsi, ma questo fa parte del gioco e del processo mentale di crescita che i ragazzi devono mettere nel ‘sacco’ prima di buttarsi nel mondo dei dilettanti. Formare un calciatore prevede anche la formazione del giocatore alla cultura della sconfitta, della vittoria e del convivere con il peso del risultato. Devono arrivare in prima squadra pronti in tutto, non solo a livello tecnico-tattico. Credo che il campionato Elite ci darà una mano in questo”.
Il tuo nome è stato accostato anche a qualche prima squadra, hai ricevuto offerte concrete? Ti sentiresti pronto per il salto tra i “grandi”?
“Ho ricevuto molte telefonate, ma quasi tutte per la Juniores Regionale o per il mondo giovanile, di prime squadre davvero interessate se ne sono viste poche. Questo significa che non ho ancora convinto i direttori sportivi a fidarsi di me oppure il mio calcio non piace abbastanza. In giro ci sono ottimi allenatori, molto preparati e tante persone, obiettivamente, sono ancora di un livello superiore rispetto al sottoscritto, che deve ancora mettere dentro nozioni importanti, esperienza sul campo e un po’ di tranquillità in più nella gestione della gara che, forse, vivo ancora con troppo trasporto. Non posso negare di sentirmi pronto e la voglia di mettermi in gioco tra i grandi è forte, ma ci sarà tempo e modo. Ora voglio fare tutto ciò che posso per aiutare la società e i miei giocatori a fare dell’annata che verrà una stagione da ricordare. Non ho tempo per rimpianti o altro, voglio già mettere le radici per costruire un bellissimo 2023 con i miei calciatori, nuovi e vecchi”.








































































































