L’allenatore Luca Molinari, con un lungo messaggio pubblicato sui social, ha ripercorso la sua esperienza alla guida della Quarantolese. Con ogni probabilità, diventerà il nuovo mister del San Felice. Questo il suo saluto: “Ci sono storie che sembrano non debbano finire mai. Quando dai tutto per un sogno ricevi indietro ancora di più, sembra quasi che si arrivi a toccare il cielo con un dito e allora insieme ad un gruppo fantastico decidi di alzare l’asticella, anno dopo anno, partita dopo partita e allenamento dopo allenamento. Questa è la storia di un giovane allenatore di calcio, che arrivava da due anni di Seconda Categoria come debuttante, e di una società lungimirante, magari anche un po’ coraggiosa, che ha deciso di consegnare a lui le chiavi della squadra che ha appena concluso il campionato della categoria superiore salvandosi con buon anticipo. Da lì in poi inizia un quinquennio di emozioni sena fine. Il primo anno restiamo fuori dai playoff per differenza reti, nella seconda stagione partendo con l’aspirazione di entrare nelle prime cinque arriviamo in testa, dopo una cavalcata straordinaria, guadagnando il salto di categoria. Primo anno di Promozione che viene interrotto, a poche giornate dalla fine, per il Covid ma restando fuori dalla zona playout non ci saranno problemi ad aspettare i verdetti di eventuali retrocessioni. Anno successivo praticamente non giocato sempre per la pandemia. Terzo anno consecutivo in Promozione dove chiudiamo al quarto posto, sfiorando i playoff per l’approdo in Eccellenza, non cogliendoli solo per la differenza punti. In cinque anni sono passati 486 allenamenti e 112 partite tutti vissuti al massimo delle potenzialità di ognuno di noi, ma ancora di più va dato merito ai 56 giocatori che hanno vestito questa maglia, 6 persone che negli anni hanno collaborato nel mio staff, 3 uomini della società sempre presenti e costantemente disponibili, pronti a sorreggere la squadra in ogni momento di difficoltà che potesse capitare. Oltre a questi, una Polisportiva composta da volontari di ogni genere, ma tutti instancabili, dagli accompagnatori ai pulministi, dalle signore della pasta fresca ai giardinieri, fino ad arrivare ai tifosi che non hanno fatto mai mancare neanche per un minuto sorrisi, fiducia e appoggio incondizionato. Non faccio nessun nome perchè non sarebbe giusto, ma tutte queste persone unite insieme sono state pronte a dare anima e cuore per la Quarantolese, la Polisportiva di un paese di 1059 abitanti che in questi cinquant’anni non si è mai messa un traguardo e con la sola forza delle loro braccia ha raggiunto traguardi inimmaginabili. Solo applausi, giù il cappello. Chapeau. Non aggiungo altro, se non che ho dato tutto quello che potevo, ma ho ricevuto indietro molto di più. Non so come sarà il futuro, ma ora è venuto il momento di salutare, credo sia giusto per tutti. Lasciare lo spogliatoio più importante della mia carriera, quelo che per me era diventato una stanza di casa, sarà difficilissimo, ma so che mi sentirò sempre questa maglia cucita addosso per quanto l’ho vissuta, per quanto ho dato, ma soprattutto quanto ho ricevuto. Grazie di cuore e sempre forza Quarantolese”.




































































































