Come riporta il Resto del Carlino: “I dollari non arriveranno, ormai è assodato: Giuseppe Vinci non diventerà proprietario di Modena Volley né subito né per gradi, a meno di clamorosi ripensamenti. Non ci spera più neppure il Comune di Modena, che infatti ha promesso a Giulia Gabana di presentarle alleati nostrani, a chilometri zero. La situazione è nota: la vicepresidente gialloblù ha teso la mano alla proprietaria uscente, Catia Pedrini, ma non intende restare sola al comando, se non per qualche tempo. Servono soci, con la passione per il volley e la forza economica necessaria. Un approccio alla famiglia Rivetti sarebbe già stato tentato, ma il patron Carlo e i suoi rampolli sembrano, legittimamente, intenzionati a concentrarsi sull’avventura calcistica impreziosita dal ritorno in Serie B. Dunque, avanti un altro. Sì, ma chi? La domanda si ripresenta ciclicamente, solitamente seguita da un’altra: com’è possibile che nella ricca Modena sia così difficile trovare un mecenate per il grande sport? I cicli storici della pallavolo modenese sembrano presentare momenti come questo a cadenza più o meno regolare di un decennio; l’ultimo traghettatore solitario è stato Pietro Peia, le cui finanze personali – inferiori a quelle della famiglia Gabana, va detto – uscirono logorate prima di cedere proprio alla Pedrini. Più facile, ad oggi, immaginare uno schema allargato a più soci come fu nell’interregno tra la Daytona di Giovanni Vandelli e la gestione attuale, con Pedrini, Peia, Barone e Grani a garantire continuità al gioiello sportivo cittadino . Si andrà nella stessa direzione? Possibile. Per due ragioni: primo, c’è da scalare il gradino del milione di euro di debito da saldare entro il 27 giugno per iscrivere la squadra al campionato, e diluirlo sembra la scelta meno traumatica; secondo, in questo mese e mezzo terribile vari sponsor sembrerebbero essere rimasti vicini alla squadra. Il volley a Modena conserva insomma un fascino intramontabile, su cui vale la pena di scommettere. E chissà che per una volta la suggestione non venga da oltre il Secchia, dalla “nemica” Reggio Emilia, che proprio ieri ha calato un tris di Cantagalli in vista della prossima stagione: Diego il bomber della squadra “quasi” promossa in Superlega, il fratellino Marco tra le nuove leve e il leggendario papà Luca sulla panchina – quasi l’alba di una dinastia, proprio nel momento più delicato per la pallavolo all’ombra della Ghirlandina. Uno schiaffo morale, involontario senza dubbio, che tuttavia potrebbe generare in qualche mecenate modenese una reazione d’orgoglio.”


















































































































