di Federico Golfieri
In vista della sfida del Braglia di sabato tra i gialli di Attilio Tesser e il Brescia di Pep Clotet, la nostra Redazione ha intervistato un giocatore che, grazie al suo estro, ha incantato i tifosi delle rondinelle dal 2012 al 2015 e quelli gialloblù dal 2019 al 2021: il doppio ex – ‘’O genio da bola’’ – Felipe Sodinha.
Hai dichiarato spesso che Brescia è la tua seconda casa. Modena cosa ha
significato per te?
“Brescia è la mia seconda casa perché è il posto dove vivo e dove ho vissuto di più durante la mia carriera, ho qui la mia famiglia e molti amici. Modena è una piazza calda, molto simile a Brescia anche sotto l’aspetto della tifoseria. Mi sono trovato veramente bene. Ho fatto due anni a Modena ma se fosse stato per me sarei rimasto, non sarei mai voluto andare via. Purtroppo il calcio è così, trovi persone che ti dicono cose che poi non si rivelano sempre vere”.
Hai lasciato un bel ricordo nel cuore dei tifosi modenesi per il calcio che esprimevi, Mignani però sembrava non prediligere un trequartista con le tue caratteristiche. Come ti sei sentito? Quanto è stata dura stare fuori quando sapevi che con le tue qualità avresti potuto risolvere la partita?
“Il mister aveva un’idea di gioco molto difensiva. Vedendo che io non sono quel tipo di giocatore, magari, preferiva scegliere un altro con più corsa, forza fisica e gambe per difendere. Ovvio, ci rimanevo male però ho sempre rispettato le sue scelte. Nel calcio non ho mai mancato di rispetto a nessuno, sono una persona umile e buona di cuore. Rispetto e rispetterò sempre le decisioni delle persone. Un allenatore viene scelto per mettere la squadra nelle migliori condizioni per arrivare al risultato, non è compito mio parlare. Quando arriva l’opportunità, il mio compito è dare il massimo”.
Cosa è mancato nei play-off contro l’Albinoleffe?
“Secondo me è mancata l’entrata di Sodinha. La squadra stava difendendo bene, però mancava una giocata individuale per poter portare avanti il risultato. Ci voleva una giocata estrosa per fare gol”.
Si è letto di alcuni club di Serie C interessati a te. Dopo questa stagione in Serie D al Franciacorta, hai deciso di ripartire dal Cast Brescia in Eccellenza. Cosa ti ha portato a fare questa scelta?
“Ho avuto tante chiamate in Serie C da dirigenti e allenatori. Ho deciso, però, di stare vicino a mia moglie e mia figlia qui a Brescia quest’anno. L’anno prossimo non si sa. Trovo una società che conosco molto bene, vogliono provare a vincere il campionato. Sarà un’esperienza diversa perché onestamente non conosco la categoria, vedremo come andrà”.
Come vedi questo Modena in Serie B? Hai avuto a che fare con la nuova proprietà dopo Sghedoni?
“Il Modena lo seguo sempre perché mi è rimasto nel cuore, ha una buona squadra con un allenatore eccellente. Spero possa fare molto bene. Della nuova società ho solamente parlato con il ds Vaira al telefono quando mi ha detto che non facevo parte del progetto”.
Soffermandoci su Romano Sghedoni, traspare un rapporto di stima tra voi.
“Presidenti come Sghedoni nel calcio non ce ne sono. Solo a Brescia ho avuto una persona simile. Romano era un presidente vero che amava veramente il Modena ed era il primo tifoso. Molti presidenti pensano solo a guadagnare e gliene frega ben poco della maglia e dell’amore dei tifosi. Sghedoni mi è rimasto veramente nel cuore, è un peccato non essere riusciti a vincere quando lui era presidente”.
Il Brescia viene da tre vittorie e una sconfitta, il Modena esattamente l’opposto. Un pronostico sulla gara?
“Sarà una bella partita. Il Modena ha un buon organico, magari non ha ancora ingranato al cento per cento ma la squadra c’è. Il Brescia ha una bella squadra, come sempre per provare a vincere il campionato. Non tiferò per nessuna delle due, mi aspetto una grande sfida”.
Un commento sui trequartisti attuali del Modena, Tremolada e Mosti?
”Sono trequartisti molto diversi da me. Tremolada lo conosco, è un grande giocatore e può fare la B tranquillamente. Mosti non lo conosco bene. Hanno caratteristiche diverse da me. Il ruolo del trequartista poi, in questi anni, sta cambiando. Nel calcio moderno si insiste sul fisico e la corsa e ne risente lo spettacolo. Faccio fatica a guardare il calcio di oggi”.




































































































