di Federico Golfieri
In vista della sfida tra Modena e Perugia, in programma sabato alle 14 allo Stadio Braglia, la nostra Redazione ha intervistato un doppio ex della partita che in gialloblù, nell’annata 2013-14, ha quasi toccato con mano la Serie A guidando il Modena fino alla semifinale playoff. Di seguito le dichiarazioni rilasciate ai nostri microfoni da Walter Novellino, ex tecnico canarino, oltre che di Sampdoria e Torino tra le altre.
Mister, ha lasciato un ricordo indelebile nel cuore dei tifosi. Modena cosa le ha lasciato?
”E’ stata un’avventura straordinaria, Modena fa parte del mio cuore. I tifosi sono stati straordinari. Io alloggiavo all’Hotel Le Ville e mi facevano sentire a tutti gli effetti uno della famiglia, mi volevano tutti molto bene. Purtroppo l’ultimo anno è stato un po’ travagliato, ho subito anche un intervento alla gamba ma aldilà di questo, Modena rimarrà sempre parte di me per quello che è stato fatto sul campo e non solo”.
Anche Perugia è un capitolo importante per lei…
”Perugia per me è come Modena, i miei figli e mia moglie sono perugini. Ho un bellissimo ricordo anche di questa città”.
Sappiamo della sua amicizia con Tesser, che parte dal campo fino ad arrivare alla vita extra sportiva, un commento sul mister del Modena?
”Attilio è un caro amico, abbiamo giocato insieme a Perugia e Catania. Le nostre famiglie hanno sempre avuto un bellissimo rapporto: spesso andavo a mangiare a casa sua, abbiamo passato diverso tempo insieme. Come allenatore c’è poco da dire, sono sicuro che porterà il Modena alla salvezza perché se lo merita”.
Che partita sarà quella di sabato al Braglia?
”Il Perugia viene da un grande periodo di difficoltà dal quale sta faticando ad uscire, ma ha buoni giocatori in rosa e soprattutto un bravo allenatore. Secondo me il Modena ha buone possibilità di fare bene”.
C’è un giocatore del Modena che l’ha impressionata?
”Non sono solito parlare dei singoli e, soprattutto in questo caso, l’accento che voglio mettere è su Attilio e sul gruppo che ha creato fin dall’anno scorso. Il Modena ha un gruppo solido formato da giocatori che hanno avuto la bravura e la determinazione di vincere un campionato. Hanno fatto un buon lavoro e penso che riusciranno a salvarsi”.
Com’è cambiato il calcio in questi anni? Cosa vorrebbe riportare nel calcio di oggi e cosa invece è migliorato?
”Il calcio è cambiato molto. Rispetto al passato c’è molto più contatto e dialogo con la squadra ed è un fattore positivo. In questi tempi però manca la qualità: io sto allenando un gruppo di ragazzi del 2005 e vedo che se si lavora molto sull’1 vs 1 vengono fuori qualità tecniche importanti. Il consiglio che voglio dare è quello, nelle scuole calcio, di lavorare tanto sull’1 vs 1; dobbiamo allenare i ragazzi a saltare l’uomo. Solo così cresceremo dei giocatori con un tasso tecnico e qualitativo importante”.


































































































