Diciamo che finora Simone Saporetti, l’attaccante del Carpi arrivato in estate dopo un’estenuante trattativa, è risultato più croce che delizia per i tifosi biancorossi. I numeri prima di tutto: è vero, ha segnato 4 reti in 5 partite rispettando la sua media da grande bomber, ma due sono arrivate su rigore nel 5-1 sul campo del Borgo e nella sconfitta interna contro il Fanfulla, un’altra sempre nella vittoria di Fidenza, invece quella decisiva è stata finora la rete che ha portato alla vittoria contro il Prato, il famigerato gol del 3-2 tanto discusso (eufemismo) per mancanza di fair play. E questa, diciamo così, la delizia.
La croce? Beh, già il 3-2 con il Prato non è stata una grande mossa, nel senso che i biancorossi sono stati un po’ bistratti, forse incosciamente, dagli arbitri con decisioni molto discutibili. Poi l’espulsione domenica contro il Lentigione per uno schiaffo (no, non un buffetto come ha scritto qualcuno), che lo costringerà a tre turni di stop (la società ha fatto ricorso, ma è difficile che venga accolto). E se vogliamo metterci il carico da novanta, allora ricordiamo quando quest’estate si presentò a Carpi con la borsa per fare il primo allenamento per poi tornare subito a casa per il mancato accordo economico. Non una bella figura.






































































































