“La sconfitta è la sorella gemella della vittoria. O si vince o si perde, ma questa deve essere una fortuna per noi sportivi. Se voglio vivere in un mondo senza sconfitte è come se vivessi in un mondo senza vittoria. Dal primo giorno in cui iniziamo a intraprendere un percorso, questo deve essere chiaro: l’atleta sta tanto male così come sta tanto bene. Tutto ciò va di pari passo”, ha esordito Lorenzetti davanti a una platea di cento persone che oggi alle 17.30, presso il palazzetto dello sport di Castelfranco Emilia, hanno preso parte a uno degli incontri più attesi del Festival.
Alla domanda dell’interlocutore, il giornalista sportivo Stefano Michelini, il quale ha domandato se le sconfitte siano tutte uguali, l’allenatore risponde: “Ognuno di noi, come squadra o giocatore, ha dei limiti. Se ho un team per vincere una manifestazione ma perdo in finale, si può dire che si è stati bravi. Ma se, al contrario, esco ai gironi con una squadra di fenomeni, allora quella è una sconfitta nel vero senso della parola. Lo sport, tutto ciò, lo ‘spiattella’ in faccia più di qualsiasi altra cosa”.
A Trento si diceva che Lorenzetti fosse un allenatore che perdeva le finali. Ma, ricorda Michelini, “Angelo ha giocato con Trento oltre 300 partite vincendone il 70%”. Risponde Lorenzetti: “Per noi, con Trento, arrivare alla fase conclusiva del torneo non era scontato. Probabilmente – ironizza – sarebbe stato più conveniente non arrivare in finale. Chi ottiene la medaglia d’argento e viene criticato, è una persona che è fuori da tutto. Lo sport è figlio di Olimpia, delle Olimpiadi. Lo spirito olimpico insegna che chi alle Olimpiadi vince l’argento viene osannato, ma non si capisce perché questo ragionamento non valga anche nello sport nel suo complesso”.
L’anno scorso, però, Trento vinse gara 5 contro Civitanova, laureandosi campione d’Italia. “A Trento ci dicevano che non avevamo le palle. Dissi ai ragazzi che quella frase, per noi, doveva essere uno stimolo. Così fu, e finì 3 a 0 per noi”, chiosa Lorenzetti. E su come vede Francesco Petrella, allenatore di Modena Volley, nel ‘mondo dei grandi’, afferma: “È un ragazzo che sta diventando uomo. È pronto per il salto, ha le competenze giuste che deve solo mescolare insieme. Modena deve continuare ad annaffiare la pianta dell’umiltà che ha comprato, e così otterrà tante soddisfazioni, arrivando in alto”.
Al termine dell’incontro l’allenatore campione d’Italia, insieme a giovani pallavoliste della Polisportiva di Castelfranco Emilia, ha dato vita a un camp, in cui ha profuso numerosi consigli alle atlete. La chiusura del Festival è prevista per domani, domenica 15 ottobre, con tutti gli appuntamenti in biblioteca Lea Garofalo. Spazio, dalle 15 alle 18, sempre ai bambini dai 3 ai 6 anni, con un laboratorio di cucina creativa. Alle 18.30 il gruppo multidisciplinare composto da Nicolas Aureli, Elena Bellei, Isabella Vignoli e Giulia Tosatti daranno vita al progetto Spogliatoi, dialogando insieme al campione europeo e mondiale di nuoto sincronizzato Filippo Pelati di consenso, stereotipi e violenza di genere, per costruire una comunità responsabile a partire da palestre e spogliatoi. A chiudere la kermesse alle 21 le medaglie olimpiche Massimiliano Rosolino, Giulia Ghiretti e Veronica Yoko Plebani.
SFIDE – Festival della Sconfitta è un progetto realizzato dal Comune di Castelfranco Emilia in collaborazione con TILT Associazione Giovanile APS e il sostegno di Fondazione di Modena e della Regione Emilia-Romagna attraverso il bando YOUZ grazie ai fondi GECO – Giovani Evoluti e Consapevoli. Il progetto gode del patrocinio di CONI, CIP e Fidal. Il programma completo è disponibile sul sito festivaldellasconfitta.it oppure sulla pagina
instagram.com/sfide_riflessionisconfitta.



































































































