COMUNICATO UFFICIALE ASD SPEZZANESE
“Visto l’esito del ricorso da noi presentato per la squalifica inflitta al nostro tesserato Daniele Ruini, ricorso che ha addirittura aumentato a 8 le giornate di squalifica comminate allo stesso (in un primo momento erano 5 le giornate) siamo a scrivere quanto segue: la Spezzanese non accetta l’esito del ricorso in quanto i fatti accaduti non rispecchiano quanto segnalato dal direttore di gara sul referto arbitrale. Il nostro tesserato Ruini ha ammesso di aver chiesto ulteriori spiegazioni sull’espulsione non segnalata nel rettangolo di gioco e scoperta dallo stesso soltanto a fine partita alla riconsegna dei documenti, ma di non avergli in nessun modo impedito l’uscita dallo stadio, né tanto meno di aver tenuto un comportamento irriguardoso culminato in un contatto fisico con lo stesso. Tutto questo è verificabile anche grazie alla testimonianza di due persone che erano al di fuori del recinto di gioco. Riteniamo per cui che la squalifica inflitta sia totalmente ingiusta. Basiamo la nostra attività (tutta) sul rispetto reciproco e nutriamo grande fiducia nei valori educativi e sportivi del nostro tesserato, a cui quest’anno è stata affidata la fascia da capitano, e ci sentiamo di appoggiarlo e tutelarlo affinché il suo nome e quello della nostra società sportiva non venga infangato con queste illazioni non vere. Siamo consci del fatto che le società devono collaborare con l’Aia per far sì che questi episodi non accadano e che noi stessi ripudieremmo fermamente; crediamo che sia necessario un confronto tra il tesserato Ruini, il direttore di gara e i vertici Aia per chiarire questa spiacevole situazione, confronto che non avrebbe nulla a che vedere con la squalifica sportiva, ma che aiuterebbe gli uomini a crescere. Tuttavia non ci opporremo a questa decisione, (anche perché le tempistiche della giustizia sportiva in secondo grado non aiuterebbero alla riduzione di pena). Siamo sicuri del fatto che l’arbitro sia a conoscenza di ciò che è realmente accaduto e ci teniamo anche a dichiarare che se fosse successo quello che ha, inspiegabilmente, scritto sul referto, il nostro tesserato sarebbe stato oggetto di provvedimenti da parte nostra. Chiediamo quindi maggior trasparenza, tutela e rispetto, da parte di chi dovrebbe essere sopra le parti”.




































































































