Ammenda di 500 euro all’Audax Casinalbo in merito alla partita di Seconda categoria di mercoledì contro il Real Maranello (Seconda categoria girone E). Il motivo? I giocatori dell’Audax hanno minacciato l’arbitro, Pedini di Finale, che temendo per la propria incolumità, ha chiamato a carabinieri che lo hanno scortato fino alla propria auto.
“Euro 500 Audax Casinalbo perché a fine partita alcuni giocatori non identificati rivolgevano minacce e insulti al direttore di gara costringendolo ad affrettarsi ad entrare nel proprio spogliatoio per evitare che fosse posta in pericolo la propria incolumità. Dall’interno dello spogliatoio l’arbitro poteva chiaramente percepire le espressioni ingiuriose e le minacce di morte proferite dai giocatori, i quali tentavano di entrare nello stesso spogliatoio colpendo più volte la porta d’ingresso. Considerata la situazione di pericolo, l’arbitro allertava il 112 e militari dell’arma dei carabinieri giungevano sul posto dopo pochi minuti. Il direttore di gara veniva accompagnato dai militari alla propria autovettura per consentirgli di abbandonare l’impianto sportivo in sicurezza”.
Claudio Bertolani, diriigente dell’Audax, fa chiarezza: “A me in 45 anni di calcio non mi era masi successa una cosa del genere. L’Audax è una società corretta, così come i nostri atleti e stavolta debbo dire che l’arbitro ha esagerato, in tutti i sensi. Sì, è vero, qualche nostro giocatore ha bussato violentemente la sua porta, ma nessuno l’ha minacciato, poi la cosa è finita subito. Il tutto è nato dall’ultima azione quando ci siamo trovati in tre contro uno e l’arbitro ha fischiato incredibilmente la fine. Qualche nostro giocatore l’ha offeso, questo è vero, ma poi è finito tutto lì. Lui è andato nello spogliatoio e sentendosi minacciato, ha chiamato i carabinieri: assurdo. Quando sono arrivati, siamo rimasti stupiti, ma anche quelli del Maranello erano molto sorpresi. Poi i nostri giocatori erano ormai andati a casa e non c’era nessuno pericolo per l’arbitro che addirittura ha chiesto di essere scortato fino alla macchiana. Una scena surreale. Ci aspettavamo una multa ma non di 500 euro: il giudice è stato troppo severo. Probabilmente faremo ricorso”.



































































































