In vista della sfida di sabato al Braglia tra il Modena di Paolo Bianco e il Brescia di Rolando Maran, la nostra Redazione ha intervistato un giocatore che, grazie al suo estro, ha incantato i tifosi delle rondinelle dal 2012 al 2015 e quelli gialloblù dal 2019 al 2021: si tratta del doppio ex – ‘’O genio da bola’’ – Felipe Sodinha.
Che ricordi hai di Modena?
”Modena è stata un’esperienza bellissima, sono rimasto poco ma ho tanti ricordi positivi. Ho legato tanto con città e tifosi e tutt’ora in tanti mi scrivono. Io sarei rimasto a Modena per tanto tempo ma purtroppo non è dipeso da me e la nuova società ha fatto altre scelte”.
Hai dato tanto anche a Brescia…
”Ho sempre detto che Brescia è la mia seconda casa dopo il Brasile, infatti tutt’ora ci vivo. Ho vissuto i momenti più belli e in cui mi sono divertito di più da calciatore. Tornassi indietro rivivrei quelle situazioni senza cambiarle, non mi pento di quello che ho fatto perché non ho recato del male a nessuno”.
Chi era il tuo “Caracciolo” in gialloblù?
”A Modena ho avuto una forte intesa con Spagnoli. È stato un ottimo compagno sia dentro il campo che fuori”.
Gagno, Gerli e Pergreffi ora sono pedine fondamentali nel Modena in Serie B, che compagni erano?
”Sono persone fantastiche: Gagno è uno dei migliori portieri della categoria, Pergreffi è un guerriero ed un capitano vero mentre Gerli è il miglior centrocampista della Serie B, presto lo vedremo in Serie A”.
Dove può arrivare questo Modena?
”Seguo poco il calcio perché quando sono a casa mi piace stare con la mia famiglia e mia figlia, ma il Modena è una squadra forte. Da fuori si vede che è un gruppo consolidato: ha tutte le carte in regola per arrivare ai playoff”.
Modena-Brescia, che partita ti aspetti?
”Non mi sento di fare pronostici, però mi aspetto una partita aperta tra due squadre che giocano bene a calcio: scommetterei su un bel pareggio“.
Come stai e come sta andando il tuo campionato in Eccellenza?
”Mi sento molto bene e in forma, non ho più dolore. Mi diverto ancora a giocare a calcio e vivo l’Eccellenza con la stessa emozione della Serie A: il calcio non ha categoria”.



































































































