RAVENNA – Dal forza Forlì, al forza Certaldo. Ieri pomeriggio, la Corte d’appello federale ha respinto il ricorso del Forlì. C’era da aspettarselo. Il risultato del match della scorsa settimana perso 2-1 a Carpi, resta dunque quello maturato sul campo. E il Ravenna – vicecapolista a -2 dalla vetta – rimane aggrappato al sogno della promozione (o dello spareggio), solo nel caso di un concatenarsi di risultati, il cui primo caposaldo diventa l’impresa che dovrebbe compiere, appunto, il Certaldo a Carpi, fermo restando il successo dei giallorossi con l’Imolese, al Benelli. Tutto, insomma, in 90’. E, tutto, un’altra volta, come accaduto nelle ultime giornate, con le gambe sul rettangolo verde, ma con la testa (e il telefonino) sui campi delle rivali.
La tenacia e la risolutezza del Forlì nel perseguire i propri diritti in chiave playoff, hanno messo un po’ di sale in un finale di stagione contraddistinto da tante situazioni gestibili meglio, a cominciare dal caso-Pistoiese, con la squadra toscana esclusa del campionato a 3 turni dalla fine e annesso annullamento dei risultati di tutta la stagione. Sarebbe servito un po’ di coraggio in più al giudice sportivo per rendere giustizia ad un campionato obiettivamente falsato, e accogliere l’istanza del Forlì, che aveva puntato il dito contro l’utilizzo di tal Cecotti, giocatore del Carpi, reo di aver scontato il turno di squalifica, appunto, nel match contro la Pistoiese, ma di non averlo ‘recuperato’ al momento della cancellazione di tutti i risultati. Palla al centro, allora. Per l’ultima volta, prima delle sentenze definitive. Sentenze del campo. Promozione e salvezza si intrecciano. Quotidiano Sportivo




































































































