“Del Modena parlo sempre volentieri”: inizia così la conversazione Pablo Granoche, intervistato dalla nostra redazione. Il Diablo, ritiratosi nel 2021 dopo una lunga carriera da calciatore, sviluppatasi in gran parte in Italia, ha trascorso tra le fila dei canarini due stagioni e mezza: arrivato sotto alla Ghirlandina nel corso del mercato invernale nel 2014, ha subito messo a segno 10 reti nella cavalcata che portò la squadra allora allenata da Novellino ai playoff, dove fu poi eliminata in semifinale dal Cesena di mister Bisoli, successivamente promosso in Serie A. Poi, nella stagione successiva, il titolo di capocannoniere (a parità di gol durante la stagione regolare con l’attuale direttore sportivo Catellani, allora allo Spezia, e con Cocco) conquistato in Serie B, nonostante la salvezza arrivata solo dopo i playout contro l’Entella (con un suo gol su rigore nel match di ritorno al “Braglia”), per finire la sua esperienza al Modena con l’amara retrocessione In Serie C della stagione 2015-2016, costellata per lui da tanti infortuni. In totale, 42 gol e 13 assist in 96 presenze con la maglia gialloblù.
LA SCORSA STAGIONE – “Ho seguito il Modena durante l’ultimo campionato. So che, dopo un’ottima partenza, ha avuto un momento di difficoltà e ha cambiato tecnico. Mister Bisoli è un allenatore che anch’io ho avuto in carriera a Cesena ed è un tecnico molto affidabile e con molta esperienza. Secondo me la società ha fatto un’ottima scelta: è un allenatore importante, farà un bel percorso a Modena e si troverà bene a lavorare con l’ambiente canarino. E’ un peccato che i gialli abbiano finito la stagione soffrendo, perchè la squadra era partita bene e aveva altri obiettivi. Però la Serie B è molto pericolosa: è stato importante salvarsi e ora c’è il tempo per preparare un’annata diversa da quella appena trascorsa”.
MISTER BISOLI – “Mi sono sempre trovato bene con lui: è un allenatore che pretende tantissimo dai giocatori. Come è giusto che sia, chiede il massimo ogni giorno e tanto sacrificio. Sono sicuro che tirerà fuori il meglio da questa squadra: dal punto di vista agonistico è un allenatore che fa rendere al massimo i suoi giocatori. Inoltre, dal punto di vista tattico sa mettere in campo bene la squadra: le sue formazioni sono sempre compatte e alle sue squadre è sempre difficile fare gol”.
PROSSIMO CAMPIONATO – “Modena è una piazza importante. Per quello che ho percepito, la società è molto solida e ha obiettivi rilevanti. Prima di puntare troppo in alto bisogna, però, trovare una stabilità in questa categoria molto complicata dove in un attimo si può passare da lottare per la Serie A a lottare per non retrocede in Serie C e questo sarebbe molto pericoloso. Credo, quindi, che il primo obiettivo del Modena debba essere quello di trovare una stabilità nella categoria e di costruire una colonna portante da mantenere nel tempo per poi potere fare un salto più avanti. Credo che la cosa migliore da fare, come sta già facendo la società, sia creare un progetto: quest’anno, dopo la sofferenza dello scorso finale di campionato, può essere l’anno della stabilità”.
ESPERIENZA A MODENA – “Il rapporto con la piazza è sempre speciale, sono rimasto molto legato al Modena. Il mio percorso in gialloblù è stato all’inizio molto bello, poi ci sono state anche difficoltà dal punto di vista della classifica, perchè nella seconda stagione ci siamo salvati dopo i playout e nella terza, in cui ho avuto tanti infortuni e non sono riuscito a giocare molto, siamo retrocessi in Serie C. Il percorso, purtroppo, non è finito nel migliore dei modi, ma il ricordo più bello resta la cavalcata che abbiamo fatto con mister Novellino per arrivare alla semifinale playoff proprio contro il Cesena di Bisoli. Purtroppo non siamo riusciti a giocarcela fino alla fine anche per l’assenza di 4-5 titolari: essere eliminati è stato un dispiacere ma la cavalcata resta molto bella e l’unione che c’era tra squadra e tifosi era veramente particolare. Il calcio, purtroppo, divide le strade, ma con qualche compagno con cui sono stato a Modena mi sento ancora, per esempio Pinsoglio, Mazzarani e Zoboli. Stadio? Di recente non sono riuscito a venire, ma la voglia c’è sempre. Sicuramente verrò al “Braglia” a trovare la squadra”.
FUTURO PERSONALE – “Dopo avere concluso la carriera da calciatore, sono reduce da un’esperienza di due anni al Chievo Verona, partendo dall’Eccellenza e arrivando in Serie D. Ho avuto la possibilità di aiutare lo staff tecnico in queste due stagioni: è stata una bellissima esperienza, conclusa con una salvezza. Adesso la società ha deciso di effettuare alcuni cambiamenti e quindi attualmente sono in stand by in attesa di nuove proposte. Nel frattempo, sto cercando di prepararmi in vari ambiti”.








































































































