FORMIGINE. E’ un cambio epocale quello al vertice del Formigine Calcio. Marcello Masi ha ceduto la società al gruppo guidato da Gabriele Castelli della Frigogel, uscendo di scena dopo 50 anni ininterrotti alla guida della società verdeblù, una storia più unica che rara nel panorama del calcio italiano. Bolognese di nascita, Masi è stato azionista unico del club dal 1974, portando avanti la società con lo stesso spirito imprenditoriale del suo impero industriale che racchiude nel Finmasi Group uno dei colossi internazionali nei settori della siderurgia, con interessi nell’elettronica, alberghiero e trasporti. «Dopo 50 anni ho dovuto fare una scelta difficile ma allo stesso tempo ponderata – spiega Masi sul “Carlino Modena” – per dedicarmi solo alle mie aziende, considerato anche il difficile momento geopolitico internazionale. Ci ho riflettuto molto, ma la decisione è stata presa nell’interesse del Formigine a cui ho dedicato 50 anni della mia vita. Mi piace pensare che questo periodo sia stato soprattutto un servizio sociale reso al paese, dando la possibilità a tanti bimbi di Formigine di fare calcio. Non potevo più fare tre parti in commedia come in questi anni. Le mie aziende necessitano della mia presenza. Così ho comunicato per tempo la mia decisione sia al sindaco uscente sia a quello neo eletto, dando assistenza affinché ci fosse un passaggio nel segno della continuità». Fondato nel 1968, il Formigine è partito dalla Terza categoria e con Masi è arrivato in pochi anni in Promozione, scrivendo poi alcune pagine irripetibili: la promozione del 1998 in Eccellenza, il salto in Serie D del 20 maggio 2012 col successo 2-1 a Noceto e Ferraboschi in panchina, dopo aver perso 6 anni prima lo spareggio col Fidenza. Poi le due salvezze consecutive in Serie D sfidando società del calibro di Lucchese, Massese, Spal, Pistoiese, Rimini e Piacenza, fino alla risalita del 2018 in Eccellenza, categoria da cui ripartirà anche la nuova dirigenza. «In questi 50 anni – sottolinea Masi con grande realismo – l’unico vero riscontro che ho avuto da Formigine è stato quello dei bimbi e delle loro famiglie per il lavoro che abbiamo fatto, tutto il resto è da dimenticare. La gestione istituzionale nazionale del calcio professionistico verso quello dilettantistico è lo specchio del nostro paese e non si presta a nessun commento da parte mia. Ma non voglio né encomi né medaglie. Ho lasciato il Formigine a persone affidabili, Castelli è un imprenditore di spessore, anche se non mi chiedete giudizi calcistici perché non sono in grado di darne».








































































































