Andrea Fabbrini è tra i grandi protagonisti della doppia promozione consecutiva dalla C alla A e della successiva salvezza nella massima serie con mister Gianni De Biasi in panchina tra la stagione 2000-2001 e la stagione 2002-2003. Per lui in totale, compresa anche la seconda esperienza in gialloblù nel 2004-2005 dopo l’anno al Torino, 30 reti con la maglia del Modena e un posto speciale, insieme ai compagni di squadra di quelle importanti stagioni, nel cuore dei tifosi canarini. Finita la carriera da giocatore, le esperienze da dirigente: ora è alla ricerca di una nuova avventura dopo aver concluso la stagione da responsabile del settore giovanile del Novara. La nostra redazione lo ha intervistato.
ULTIMA STAGIONE – “Ho seguito il Modena durante lo scorso campionato, compatibilmente con i miei impegni di lavoro. La prima parte di campionato è stata molto entusiasmante, un po’ tutti in quel momento si aspettavano qualcosa in più. Poi, purtroppo, non so per quali dinamiche all’interno dello spogliatoio, si è rotto l’equilibrio che si era formato a inizio stagione. A quel punto la “barca” stava andando verso “mari in tempesta”: fortunatamente la società è riuscita a recuperarla e a chiudere la stagione in maniera positiva. Si sta formando una società che sta mettendo i tasselli uno dopo l’altro nella maniera giusta”.
CATELLANI – “Ha già dimostrato in passato di avere lavorato bene. In particolare, lo ricordo alla Spal e non solo. Aveva, quindi, maturato una certa esperienza a livello di settore giovanile: questa dinamica, unita al fatto di conoscere la società da un anno, può avere influito sulla sua promozione a direttore sportivo. Può essere la scelta giusta, ma, come tutti i direttori sportivi e ancora di più nel suo caso perchè è alla prima esperienza in questo ruolo, va accompagnato. Il lavoro in sè è abbastanza simile a quello che svolgeva nel settore giovanile: cambiano le cifre, ma le dinamiche sono le stesse. Penso che la società abbia valutato anche questo e gli starà vicino. Il salto dal settore giovanile alla prima squadra in Serie B è sicuramente grande”.
FUTURO DEL MODENA – “Secondo me la società può puntare a qualcosa di più. Bisognerà valutare, strada facendo, anche guardando ciò che è stato fatto in altri ambienti, se è l’anno giusto per poter provare a fare qualcosa di diverso per portare la squadra in Serie A. Per nessuna società c’è una categoria giusta: dipende sempre dal tipo di proprietà che c’è, da quello che vuole fare e dagli investimenti che propone. In questo senso l’esempio del Como è sotto gli occhi di tutti: in pochi anni è passato dall’essere una società in difficoltà all’essere in Serie A con una società forte”.
IL PASSATO DA GIOCATORE CANARINO – “L’esperienza al Modena è stata totalmente positiva. Penso che chiunque abbia partecipato a ciò che siamo riusciti a fare in quei tre anni, dall’interno o dall’esterno, possa avere solamente un ricordo più che positivo. Il legame rimasto con la piazza è molto forte: in questo senso interviste, partecipazione a trasmissioni e soprattutto social mi hanno molto aiutato a capire quello che avevo lasciato a Modena. Spero di poter riuscire in futuro a tornare al “Braglia” in occasione di una partita dei gialli”.
FUTURO PERSONALE – “Al momento non c’è niente in ballo dopo la fine dell’avventura da responsabile del settore giovanile del Novara. Sono disponibile a prendere in considerazione diversi ambiti: mi piacerebbe anche fare un’esperienza in una prima squadra. Al momento, però, non c’è ancora niente di concreto. Aspetto fiducioso”.








































































































