Primi giorni al Sassuolo per Fabrizio Caligara, centrocampista classe 2000 arrivato in neroverde dall’Ascoli. Queste le sue prime parole da giocatore del club emiliano: “Questi primi giorni sono stati molto positivi, tutti i compagni mi hanno accolto benissimo e sono stato facilitato dal fatto di aver già lavorato con mister Grosso e di conoscerlo già. Sono felice si essere qui e di iniziare a lavorare duro. La cosa che mi ha colpito di più è l’organizzazione di questo club, sono contento di lavorare in una società di questo tipo. E’ un club che punta a valorizzare i giovani e vuole creare una mentalità vincente. Mister Grosso? E’ cambiato, si è evoluto ed è cresciuto, però è rimasto un allenatore molto propositivo: gli piace tenere il dominio del gioco e vincere. Le prime parole che mi ha detto sono state incentrate sul fatto che bisogna lavorare tanto per raggiungere gli obiettivi. Ruolo? Io sono un centrocampista a cui piace molto giocare con la palla, sono un palleggiatore che ama anche inserirsi e finalizzare l’azione. Juventus? Il settore giovanile bianconero è importante, ti forma a livello umano prima ancora che a livello calcistico. Quell’esperienza mi ha lasciato tanto, però fa parte del percorso staccarsi e vedere com’è anche il mondo fuori da una società di quel livello. L’esordio in Champions è stata un’emozione indescrivibile, soprattutto perché non me l’aspettavo. Esordio in Serie A? Anche l’emozione per quella prima volta è stata alta. A Cagliari era la mia prima esperienza fuori dalla Juventus e per la prima volta ero con i grandi, in pianta fissa in prima squadra. Gol più bello? Quello di quest’anno contro il Palermo con la maglia dell’Ascoli, che era valso il pareggio nel recupero e ci aveva dato la speranza di potere salvarci, che poi alla fine non si è concretizzata. Ascoli? In bianconero ho vissuto un po’ di tutto, Quando sono arrivato abbiamo ottenuto una salvezza miracolosa, poi l’anno dopo ci siamo qualificati ai playoff dopo 17 anni. Successivamente abbiamo raggiunto una salvezza tranquilla e quest’anno, invece, è stata una stagione molto complicata, anche a livello personale, perché un infortunio mi ha tenuto fuori due mesi. La retrocessione ha fatto molto male. Serie B? E’ un campionato tosto, credo che l’approccio giusto sia quello di pensare partita dopo partita. In B la squadra più forte può perdere contro la più debole e viceversa. Non bisogna sottovalutare nessun avversario: tutte le gare vanno giocate al massimo perché ogni match può trarre in inganno. Sassuolo? Per me è una tappa molto importante, punto a migliorare ogni giorno e soprattutto a raggiungere grandi obiettivi a livello di squadra”.



































































































