Piacenza, Pistoiese e Ravenna. Ma anche le outsider Forlì, Fiorenzuola e Prato, al netto delle ‘mine vaganti’ che ogni anno emergono a sorpresa. Insomma, è un autentico girone di ferro, pieno di derby regionali, peraltro, quello nel quale è stato inserito la neopromossa Cittadella. Partiamo dl Ravenna che nell’ultima stagione è stato beffato dal Carpi ma soprattutto da un regolamento, diciamo così, un po’ bizzarro che a causa della farsa Pistoiese, ha impedito di salire in Serie C i romagnoli pur avendo vinto, sul campo, il campionato. Poi citiamo il Piacenza, reduce dal 2° posto nel girone B; eliminato nella semifinale playoff, e la nuova Pistoiese, che in realtà è la vecchia Aglianese, poi via via Fiorenzuola (l’unica in arrivo dalla C; retrocesso ai playout), per proseguire con le ‘solite’ Forlì, Prato, San Marino, Lentigione e ci mettiamo anche la Cittadella che dopo l’ultimo colpo Bertani (ex Corticella, giocatore che ha fatto anche la C) può tranquillamente inserirsi nella lotta per i playoff. Le novità rispetto allo scorso anno sono ben 8. Oltre a Fiorenzuola e Piacenza, le new entry nel girone D sono lo United Riccione, i lucchesi del Tau Altopascio (5° lo scorso anno nel girone E; sconfitto in finale playoff dal Grosseto), oltre alle matricole Cittadella, Sasso Marconi, Tuttocuoio di Ponte a Egola (Pisa, promosso dall’Eccellenza) e lo Zenith Prato (che gioca sempre al «Lungobisenzio»), ripescato dopo la sconfitta nella finale nazionale dei playoff di Eccellenza.
«E’ un girone bello tosto e impegnativo – spiega il ds Bob Fantazzi – con 5 o 6 corazzate come Fiorenzuola, Piacenza, Ravenna, Pistoiese, Forlì e Prato. Per noi è un campionato molto stimolante, il livello si è alzato ancora rispetto agli anni passati, ma speravamo di essere in questo gruppo anche per la logistica e i derby».
Il ds del Ravenna Davide Mandorlini ha commentato così le scelte della Lnd: «A prescindere dalla composizione dei gironi, e delle avversarie che ci sono capitate, dovremo pensare a noi stessi. È comunque un bel girone, con avversarie di rango e con piazze blasonate, come Piacenza, Pistoia, Forlì e Prato. Certo, sono anche squadre forti, che hanno budget importanti e ambizioni significative. Saranno proprio questi aspetti che dovranno dare stimoli a tutti, in particolare ai nostri tifosi per seguirci ancor più numerosi. Senza dimenticare che, storicamente, una sorpresa c’è sempre, come lo siamo stati noi lo scorso anno».




































































































