Il 26 Luglio scorso la storia del Bordeaux ha vissuto il momento più drammatico con il club che ha dichiarato fallimento evitando però la procedura di liquidazione che di fatto ne avrebbe decretato la fine. Un colpo di coda fondamentale in una storia iniziata qualche anno fa che però ha permesso al club 6 volte campione di Francia di iscriversi al prossimo campionato “National” , ovvero la terza serie francese. Un vero dramma per i tifosi che nelle ultime settimane hanno fatto sentire la propria voce sperando nell’arrivo di Fenway Sports Group (FSG), gruppo attualmente proprietario del Liverpool FC, che sembrava intenzionato ad espandere il proprio portafoglio di squadre aggiungendo il club francese. Trattative che però sono naufragate, lasciando così il club al proprio nefasto destino. Ma come si è arrivati ad una situazione che in Italia viene quasi “premiata” senza nessun tipo di controllo o ridimensionamento, mentre in Francia ha portato ad una situazione drammatica con uno dei club più blasonati?
Il Girondins de Bordeaux, ha concluso la stagione 2021-2022 con la retrocessione in Ligue-2, chiudendo l’esercizio finanziario 2020-2021 con una perdita operativa di 67 milioni di euro e un debito finanziario di 40,2 milioni di euro. Questi sono in parole “spicce” i numeri che hanno condannato il club. Il 6 novembre 2018 il gruppo M6 ha ceduto il Bordeaux a GACP (General American Partners) e King Street. L’obiettivo degli americani era quello di fare affari con una squadra dal nome blasonato e con un costo accessibile. La gestione del gruppo M6 era stata comunque già stata disastrosa, con il club passato dalla lotta per le posizioni di Champions League a stagioni più anonime.

Nel 2019, General American Partners cessava di essere l’investitore del Bordeaux perché King Street acquistava tutte le sue azioni prendendo la maggioranza del club e ovviamente di tutte le decisioni in merito alla gestione sportiva e finanziaria. La struttura del Bordeaux dopo questa operazione era la seguente: Frédéric Longuépée ex dirigente della federazione tennistica francese e PSG, nonostante risultati mediocri, diventava il nuovo presidente del club. Una scelta piuttosto particolare soprattutto per la caratura del personaggio e per una sorta di “totalitarismo” al vertice del club. Secondo gli ultras del Bordeaux di quel periodo, la politica di Longépée era quella di generare il massimo profitto senza preoccuparsi dei risultati sportivi della squadra. Una scelta piuttosto deprimente, che pensava soltanto al bilancio (personale) e non al bene del club. Ma non era tutto: la strategia di Longépée e Thiodet (responsabile della biglietteria e strategia stadio) per aumentare i ricavi era piuttosto bislacca e mai vista prima in un club francese. In pratica attraverso dei comunicati raccontavano che c’era il tutto esaurito in curva sud, costringendo i tifosi a comprare i biglietti nelle zone più costose dello stadio per ricavare un profitto e alleviare le perdite.
Ovviamente questa “politica” non poteva che scatenare l’ira dei tifosi del Bordeaux già piuttosto innervositi per la situazione sportiva del club. Dopo una loro massiccia mobilitazione Anthony Thiodet, rassegnava le dimissioni dal Bordeaux con l’accusa di aver truffato gli ultras dicendo loro che non c’erano più biglietti in curva sud e di aver venduto biglietti più costosi. La tensione era tale che, il 3 dicembre 2019, gli ultras del Bordeaux durante la partita contro il Nimes invasero il campo per lamentarsi di Longépée e della sua vendita fraudolenta di biglietti. Una situazione tragicomica che però aumentava sempre di più la tensione attorno al club francese anche a causa di trattative piuttosto “strane” con costi di commissione altissimi e operazioni mai del tutto chiarite. Ovviamente tutto questo andava ad aumentare il debito del club, già parecchio in sofferenza. La rabbia e la disperazione dei tifosi del Bordeaux era tale che nel 2021 apparve uno striscione che offriva una ricompensa di 40.000 € a chiunque avesse catturato Frédéric Longuepée, con il diretto coinvolto costretto a presentare una denuncia per diffamazione.

I numeri di King Street da quando era diventata proprietaria del Bordeaux dimostravano il totale disastro delle finanze del club:
-Stagione 2019/2020 – deficit operativo di 26 milioni di euro (record)
-Stagione 2020/2021 (COVID) – deficit di 32 milioni (record)
-Stagione 2021/2022: lasciano il club a 60 milioni di deficit (record)
Anche gli stipendi, con operazioni dubbie pure nelle giovanili erano aumentati nonostante i risultati scarsi del club in campo:
-Stagione 2018/2019: Stipendi di 60 milioni di €.
-Stagione 2019/2020: Stipendi di € 75 milioni (COVID)
-Stagione 2020/2021: Stipendi di 100 milioni di euro.
Ma oltre a tutto questo, anche la gestione sportiva di King Street aveva lasciato parecchio a desiderare. Il club passava dalla lotta per entrare in Europa alla quasi retrocessione. Nel frattempo Gustavo Poyet si era dimesso da allenatore, dopo aver appreso successivamente ad una partita di Europa League che il club aveva venduto Laborde, un attaccante importante, senza il suo permesso. L’ex calciatore sbattendo la porta rassegnava le proprie dimissioni prevedendo quello che sarebbe successo successivamente. Previsioni che si rileveranno azzeccate anche con altri tecnici come Paulo Sousa, arrivato nel 2019 e dimissionario nell’estate 2020, perché stufo degli imbarazzi della proprietà.
In che modo King Street ha lasciato finanziariamente il Bordeaux con un debito di 60 milioni € e in una situazione di possibile fallimento? Un tribunale commerciale aveva rilevato temporaneamente il club, prima dell’arrivo di Gerard Lopez chiamato per gestirne i debiti. Una nomina accolta dai tifosi in maniera clamorosa, con Lopez visto come il salvatore del club. Ma però anche Gerard Lopez aveva i suoi scheletri nell’armadio, conosciuti soprattutto dagli appassionati di motori quando da proprietario della Lotus in F1 aveva lasciato il team in condizioni pessime. Il suo curriculum non si fermava certo alle 4 ruote perchè sia il Lille, che il Boavista, avevano conosciuto momenti terribili con Lopez in società. Insomma se per i tifosi del Bordeaux Lopez era una sorta di buon samaritano, per chi ne conosceva il passato fatto di insuccessi i guai con lui sarebbero paradossalmente aumentati.
La prima mossa di Lopez che fa immediatamente cambiare idea ai tifosi è quella di cambiare lo storico logo del Bordeaux, trasformandolo con uno più simile ai loghi che troviamo nelle franchigie americane. Una mossa totalmente inutile se pensiamo ai problemi che già erano presenti in società.

Oltre a questa novità, i risultati sportivi ed economici si rivelarono un totale disastro nel primo anno della gestione Lopez. Venne assunto Vladimir Petkovic come allenatore con uno stipendio da un milione ma dopo 7 mesi , nel marzo del 2022 il tecnico ex Lazio venne esonerato con una buonuscita di 10 milioni di euro che ovviamente andava ad aggravare ulteriormente le finanze del club francese. La retrocessione dopo oltre 30 anni di fine stagione era il preludio a quello che sarebbe successo nei mesi successivi come dimostrano questi numeri.
In totale, per tre stagioni, inclusa la retrocessione in Ligue 2 e con un debito accumulato di quasi 90 milioni di euro Gerard Lopez ha investito 60 milioni di euro. Nella sua ultima stagione in Ligue 2, il tetto salariale degli stipendi è stato di 36 milioni di euro, un’anomalia per una squadra già indebitata. Dopo due stagioni in Ligue 2 senza aver ottenuto la promozione e senza più i benefici che sarebbero arrivati dalla TV, il Bordeaux è ufficialmente entrato nella crisi finale . Gerard Lopez ha provato con un colpo di coda e con un terribile ritardo a vendere il club al Fenway Sports, proprietario del Liverpool. Tuttavia il fondo di investimento americano, in un comunicato, sosteneva che le trattative erano in un vicolo cieco perché il costo dello stadio, oltre al debito della società, era enorme. Attualmente il debito della società francese è suddiviso in questa maniera:
88 milioni di euro totali
12 milioni di euro di debito con gli ex proprietari, più 7 milioni € di previdenza sociale
11,5 milioni di euro fatture di trasferimento non pagate
30 milioni di euro di debito con i fornitori

Nonostante questi numeri drammatici, Gerard Lopez attraverso la sua società continua ad essere il proprietario della squadra tenendola sostanzialmente in ostaggio dai propri tifosi. La storia nelle prossime settimane ci dirà cosa ne sarà del club che ha visto l’esplosione di Zinedine Zidane e di tanti altri campioni, oggi però resta il rammarico per aver perso dal panorama europeo una delle squadre più blasonate di Francia.







































































































