SPEZZANO. “La Spezzanese è una casa in costruzione e al momento stiamo facendo le fondamenta, dobbiamo farle a regola d’arte perché dovranno reggere la struttura futura. Non ci vuole fretta, la crescita deve essere graduale e costante, la buona volontà c’è da parte di tutti. Per questo me la sento di dire che siamo sulla strada giusta. Chiaramente, oltre alla nostra buona volontà, abbiamo bisogno anche dell’attenzione dell’amministrazione comunale perché allo stato attuale ci mancano gli spazi per fare l’attività in modo adeguato in relazione al numero dei tesserati”. Parole e musica di Attilio Milani, ex presidente del Fiorano e ora dirigente fondamentale della Spezzanese.
“Ho trovato un calcio diverso dove non c’è più improvvisazione. Gli introiti economici sono diminuiti, di conseguenza vanno bene le società organizzate che fanno la pianificazione dei dei costi e dei ricavi. Chi improvvisa sarà sempre più in difficoltà e dovrà ricorrere a fusioni o collaborazioni con altre società per unire le forze per avere minor costi di gestione.Poi ci sono le società finanziate da persone che hanno possibilità economiche, ma questa è un tipo di gestione diversa”.
“Come settore giovanile – prosegue Milani – ho trovato delle belle realtà che lavorano molto bene sui giovani e questo mi fa molto piacere. E’ quello che vorrei fare anche a Spezzano e debbo dire che siamo sulla strada giusta. Gli iscritti negli ultimi due anni sono aumentati molto: siamo arrivati a oltre 200 bambini di bambini dai 5 ai 15 anni, stiamo riscontrando molto più interesse nei nostri confronti da parte delle famiglie di Spezzano e zone limitrofe, questo conferma che il lavoro paga”. “Quello che non condivido nel settore giovanile, non parlo di Spezzano ma a livello generale è la fretta dei genitori che vogliono anticipare i tempi. Ai miei tempi erano le società più importanti che chiedevano se potevano vedere e provare dei bambini, oggi sono i genitori che propongono il figlio ad altre società e questo oltre a non essere corretto, potrebbe mettere in difficoltà il bambino stesso se non si sente pronto. Poi esistono sempre i dirigenti che chiamano a casa direttamente i bambini e i genitori e questo è veramente deleterio”.
“Per quel che riguarda la nostra prima squadra che è in Seconda categoria – conclude Milani – è una formazione di giovani, l’obiettivo è quello di mantenere la categoria e per farlo, a questi livelli, la differenza la fa la compattezza dello spogliatoio, se rimane unito e coeso con l’allenatore senza guardare la classifica, alla fine possono arrivare anche risultati importanti”.


































































































