In vista di Catanzaro-Modena, in programma domenica 6 ottobre alle ore 15, la nostra redazione ha intervistato Sauro Frutti, entrato nel 2023 nella Hall of Fame della società canarina in quanto 10° marcatore assoluto nella storia della società di viale Monte Kosica, per fare il punto della situazione in casa gialloblù dopo sette giornate di campionato. Frutti, romano classe 1953, è arrivato a Modena nell’estate 1985 e, in 108 presenze ufficiali, ha realizzato 47 gol (di cui 40 in campionato) in maglia canarina. Di seguito le sue parole sul momento dei gialli.
MODENA – “Vivendo a Mantova, ho seguito i gialloblù dall’esterno in quest’inizio di campionato. L’impressione è che sia una squadra che deve ancora crescere e trovare un certo equilibrio tattico: questi risultati un po’ altalenanti ne sono la prova. Sicuramente il Modena può contare su un allenatore esperto per la categoria, che penso e spero, da tifoso dei canarini, possa trovare la quadra. Vorrei sempre vedere il Modena nella parte sinistra della classifica e spero che questa squadra possa regalare grandi soddisfazioni: se si troverà costanza nei risultati, aumenteranno autostima e consapevolezza e anche per l’allenatore tutto diventerà più semplice”.
INDISPONIBILI – “Nove giocatori hanno dovuto saltare il match contro la Sampdoria e non sono pochi: tra questi, è stata importante l’assenza in attacco di Pedro Mendes. La Serie B è un campionato molto lungo: serve una rosa competitiva, ma anche estesa. Nel girone di ritorno, quando le forze verranno un po’ meno, le squadre che potranno intercambiare di più i giocatori saranno quelle che potranno avere più ambizioni”.
CATANZARO – “L’ho visto proprio l’anno scorso al Braglia, ma era una squadra diversa con un altro mister e altre condizioni di classifica. Rimane un campo difficile e l’aspetto agonistico sarà molto importante nel corso del match: tornare a casa con un risultato positivo, e magari con una vittoria, darebbe nuove forze alla squadra”.
BISOLI – “Conosce bene la categoria ed è un allenatore che predilige soprattutto la fase difensiva: propone un gioco abbastanza prudente e che sfrutta le ripartenze. Tutte le idee nel calcio sono valide, poi sono i risultati che danno consapevolezza alla squadra e possono premiare o meno il modo di giocare di un tecnico: il calcio è una materia indefinibile, la capacità di un allenatore deve essere quella di portare i ragazzi sulla sua strada e convincerli che quel tipo di atteggiamento e di gioco è la formula giusta. Una squadra è sempre un po’ lo specchio, sia a livello tattico che a livello caratteriale, del proprio allenatore”.
SERIE B – “Questo inizio di stagione ha confermato che la Serie B è un campionato durissimo, dove non c’è niente di scontato e ogni partita va giocata al massimo anche se si incontra una squadra che è dietro in classifica. C’è molto equilibrio di valori e anche l’aspetto psicologico, oltre a quello fisico, è molto importante. Ci saranno tanti derby e ci sono squadre importanti come, per esempio, Brescia e Sampdoria. Le partite vanno affrontate una alla volta, con la consapevolezza di non lasciare niente di intentato e cercando di prepararle al meglio”.
ATTACCANTI – “I giocatori arrivati nel corso del mercato, Pedro Mendes e Caso su tutti, sono importanti per la categoria. Il portoghese vede la porta se messo nelle condizioni di poter concludere e l’ex Frosinone è un giocatore che in Serie B ci sa stare molto bene: l’augurio è che riescano a dimostrare il proprio valore segnando il più possibile, ma naturalmente per farlo hanno bisogno dei compagni”.
SOCIETÀ – “La scorsa stagione ho conosciuto il presidente Rivetti e ho avuto l’impressione di una persona dei vecchi tempi, solare e per bene. Spero che non perda l’entusiasmo e che possa raccogliere soddisfazioni anche maggiori di quelle che ha colto finora: se lo meriterebbe, così come i tifosi e la città. Anche la volontà di costruire un nuovo centro sportivo è un segnale importante, vuol dire che la società ci crede e ha un progetto ambizioso e questo fa ben sperare”.
ESPERIENZA AL MODENA – “Ho un debole per la società gialloblù avendo passato a Modena degli anni incredibili in cui mi sono tolto delle soddisfazioni pazzesche. E’ stato un orgoglio, quando sono tornato l’anno scorso, trovare ragazzi dell’età di mio figlio che mi dicevano di avere iniziato a seguire il Modena proprio per quello che abbiamo fatto in campo all’epoca”.



































































































