Doverosa premessa: forse quello dello scorso weekend è stato l’unico rinvio totale per pioggia giusto degli ultimi 20 anni. Ai tempi di Braiati alla presidenza del Crer, si rinviava per meno, molto meno. Va anche aggiunto che il presidente del Crer Alberici (nella foto), da molti criticato per aver preso in ritardo questo provvedimento, va solo elogiato. Perché ha cercato fino all’ultimo, ovvero fino alla domenica mattina, di tenere in piedi tutta l’attività, ma di fronte all’allerta rossa ha deciso di rinviare tutto, anche i campionati di Eccellenza e Promozione, gli unici rimasti ancora in piedi. Perché queste partite, a causa di un calendario fitto (ma quando torneremo ai benedetti gironi a 16 squadre in Eccellenza e Promozione?), dovranno giocoforza essere recuperate di mercoledì, con tutti i problemi che non stiamo qui a ricordare e ad elencare che comporta un turno infrasettimanale. L’altra considerazione è che almeno le partite sul sintetico, almeno quelle, andrebbero lasciate in piedi, sempre, altrimenti non si capisce perché una società investa soldi per un campo sintetico in modo da poter giocare sempre, anche quando le condizioni meteo non te lo permettono. Non è il caso di questo turno, quando il motivo principale della sospensione è stata la difficoltà di circolazione, soprattutto nel Bolognese, anche siamo convinti che alla fine, tra campi sintetici e altri praticabili, si sarebbe giocato almeno il 90% delle partite (nel girone B di Promozione erano 5 su 9 le gare sul sintetico…) visto poi che domenica, come da previsioni, ha smesso di piovere, almeno in maniera così forte. Campi pesanti, certo, ma siamo in ottobre, non in agosto. C’è poi chi sostiene che giocando solo alcune partite, sul sintetico, il campionato non è più regolare: ma all’ottava giornata? Dai, non scherziamo. Del resto un dirigente sabato ci ha fatto notare che si doveva rinviare tutto perché, testuali parole, “le partite non sarebbero state poi così bellissime, che qualche giocatore si sarebbe infortunato (perché sui campi normali non ci sono infortuni?), che la semina dei campi…”. A quel punto abbiamo alzato le mani e abbiamo capito quanto sia difficile fare il presidente.


































































































