LIVE LA CONFERENZA STAMPA DI MATTEO RIVETTI
Punto della situazione in casa Modena Fc con Matteo Rivetti, amministratore delegato sport del club di viale Monte Kosica.
“Ci tengo a iniziare la conferenza ringraziando mister Bisoli, arrivato la stagione scorsa in una situazione difficile: è stato bravo a ricompattare l’ambiente e a guidarci a una salvezza tranquilla. Quest’anno i risultati non sono stati quelli sperati, quindi è stata inevitabile la scelta di cambiare. Adesso dobbiamo guardare al futuro e il futuro si chiama Paolo Mandelli, siamo contenti di confermarlo alla guida della prima squadra con vice Michele Troiano. Il mister gode della nostra massima stima e conosce i giocatori e l’ambiente. Anche domenica è stato bravo a dimostrare di immedesimarsi bene in questa categoria difficile e di sporcarsi rispetto alle idee di un 4-3-3. Crediamo che possa essere la persona giusta.
L’anno scorso il mister è entrato a 5 giornate dalla fine ed è stato bravo a riaccendere l’entusiasmo. Quest’estate abbiamo pensato che Bisoli potesse essere la persona giusta per portare avanti un programma, poi purtroppo nel calcio i risultati si pagano. A livello umano dispiace perchè il mister è una persona vera e leale, ma abbiamo deciso che era ora di cambiare.
Pensiamo che questa squadra si possa adattare alle caratteristiche di mister Mandelli. Ha iniziato con la difesa a tre, ma questa squadra è stata costruita con interpreti per moduli diversi. Non vogliamo essere presuntuosi, qualcosa è stato sbagliato. Il mercato però è sempre stato condiviso con l’allenatore e in fase di costruzione le scelte sono state costruite con il mister e alcuni giocatori come Caso, Defrel e Di Pardo li aveva già allenati. Eravamo abituati ad un allenatore molto solido con pochi gol subiti e invece quest’anno non è stato così e c’era qualcosa che non andava.
A livello di sintonia sia nel gruppo che con la società ci sono sempre stati ottimi rapporti con mister Bisoli. L’idea iniziale era di avere anche una squadra “sporca” e “cattiva”, che ottenesse risultati, ma in questo inizio di stagione abbiamo subito troppi gol e non volevamo perdere tempo. Ora ci sono due settimane di sosta che per noi arrivano al momento giusto per recuperare gli infortunati e per costruire un’identità con il nuovo mister.
Non nascondo che la settimana scorsa con Catellani abbiamo fatto diversi colloqui con allenatori: in tanti sarebbero venuti volentieri a Modena, Modena è riconosciuta come una piazza importante e una squadra forte. Abbiamo però voluto dare un’opportunità a mister Mandelli, che ha saputo subito immedesimarsi in questa categoria e questo ci ha motivato a continuare con noi. C’è stato anche un grande feedback con il pubblico e con i ragazzi.
In questi due anni e mezzo abbiamo avuto la fortuna di conoscere Paolo sempre di più: è un maestro di calcio competente, pacato e con uno stile che si addice a noi come società. Abbiamo pensato che far vedere che il settore giovanile non produce solo giocatori, ma anche allenatori è un segnale positivo per il Modena calcio.
Continuità? Il calcio è difficile, la nostra idea è sempre stata quella di migliorare anno dopo anno e i cambiamenti che sono stati fatti, sono stati un’ottica di voler migliorare. Siamo partiti con Tesser facendo due anni importanti, poi è stato deciso di cambiare la guida tecnica perchè pensavamo che fosse un capitolo chiuso e volevamo iniziare un nuovo ciclo. Con Bianco eravamo partiti benissimo, in zona playoff, poi abbiamo cambiato. Per quanto riguarda i giocatori, penso che sia normale cambiare tanto: parlare di progetti è sempre più difficile.
Settore giovanile? Nei prossimi giorni comunicheremo i programmi. Stiamo lavorando con il responsabile del settore giovanile e il direttore sportivo per prendere le decisioni giuste. Per noi il settore giovanile rimane fondamentale ed è quello che può permettere di costruire una società solida e sostenibile. Siamo uno dei pochi club di Serie B che hanno giocatori convocati in Nazionale.
Centro sportivo? La parte burocratica è arrivata alla fine, la settimana prossima avremo la firma della convenzione per iniziare i lavori. Inizieremo con le demolizioni a breve. Inizieremo con un primo stralcio per portare a Nonantola il prima possibile prima squadra e sede: allenarci solamente allo Zelocchi è un grosso limite che porta anche tanti infortuni. Per poter crescere dobbiamo adattare le strutture il prima possibile.
Stiamo investendo tanto a 360° sia sulle strutture che sul mercato. La decisione di confermare Mandelli non è dipesa dal budget.
Esonero Bisoli? Dopo Spezia ci siamo presi tempo per riflettere, ma in effetti nel post-partita il mister sembrava rassegnato e anche l’espulsione ha pesato.
Abbiamo completato tre stagioni e sono state positive: abbiamo vinto un campionato al primo anno e poi abbiamo raggiunto due decimi posti in una B che si è dimostrata ancora più competitiva. Carlo Rivetti ci ha insegnato da sempre che il lavoro e la passione premiano, ci ha sempre insegnato a lavorare duro con passione.
Obiettivo? Il nostro obiettivo è trovare il prima possibile un’identità con il nuovo allenatore in queste due settimane. La classifica è cortissima e quindi quello che ho detto alla squadra è che abbiamo massima fiducia in loro, però c’è bisogno di dare qualcosa in più ed è tutto nelle nostre mani. Dipende da noi, perchè basta poco per poter essere nella parte sinistra della classifica e questo gruppo ha tutte le possibilità per fare bene.
Giocatori? Abbiamo parlato alla squadra e ci aspettiamo tutti di più. Nel 2024 abbiamo vinto sei partite e sono poche. Bisogna fare qualcosa di più, i giocatori in primis e mi aspetto una reazione da parte del gruppo. La fiducia verso di loro è totale, tocca a loro dimostrare.
Abbiamo deciso di scegliere Paolo Mandelli ponderando bene la decisione, prima di prendere la decisione abbiamo voluto riflettere dopo aver incontrato diversi profili anche molto validi. Da subito ci stuzzicava l’idea di andare avanti con Mandelli, che conosceva già la piazza e aveva già lavorato con il direttore sportivo Catellani e la partita di sabato è stata la dimostrazione che è stata la decisione giusta”.


































































































