Alla vigilia quasi tutti, tra tifosi e addetti ai lavori, avrebbero fatto la firma per conquistare un punto sul difficile campo di Cremona, in uno stadio dove sono state poche le soddisfazioni per i colori gialloblù e contro una squadra attualmente quarta in classifica che può contare su diversi giocatori importanti per la categoria (basti pensare che i vari Johnsen, De Luca, Buonaiuto e Nasti, inizialmente in panchina, potrebbero essere senza problemi titolari in altre formazioni di B).
Al termine del match, invece, è prevalso il rammarico per non aver portato a casa l’intera posta in palio (Modena avanti 2-1 fino al 88′), ma la prestazione collettiva offerta allo Zini, rispetto alle precedenti (ko 2-0 a Palermo e 1-1 al Braglia con il Frosinone) è decisamente incoraggiante, soprattutto dal punto di vista del carattere: è chiaro che i limiti della squadra sono stati evidenziati anche in terra lombarda, in particolare la fragilità della difesa (tre partite nel 2025 e rete mai rimasta inviolata) e il reparto offensivo ancora a secco di gol (28 marcature, solo 7 realizzate dalle punte), ma ciò che conta è che a Cremona il Modena ha dimostrato di essere vivo e di potersela giocare con chiunque. A dimostrarlo anche gli applausi dei quasi 600 tifosi canarini al seguito della formazione di Paolo Mandelli, con il coro “Vi vogliamo così”: un deciso e netto passo in avanti rispetto ai sonori fischi post Frosinone.
Dando un’occhiata ai numeri, il Modena sta soffrendo di “pareggite acuta”: su 23 gare disputate, in ben dodici occasioni è arrivato il segno X: solo il Catanzaro ha pareggiato di più (14), mentre i gialli sono secondi insieme al Bari in questa speciale classifica. Peccato perché con qualche vittoria in più (solo cinque i successi in 23 giornate) i canarini guarderebbero avanti con maggior fiducia e ottimismo. Tutto ciò rappresenta ormai il passato e quindi sarà necessario pensare al futuro con l’obiettivo di conquistare più punti possibili nelle restanti quindici giornate in modo tale da restare lontani dalle zone calde della graduatoria e magari per sperare di raggiungere quella zona playoff che permetterebbe di migliorare i risultati delle scorse due stagioni entrambe concluse al decimo posto. Per farlo, però, servirà lavorare duramente ogni giorno in allenamento per limare gli errori e per trovare quella maturità che permetta di fare finalmente quel salto di qualità non ancora arrivato.



































































































