Nella meravigliosa storia della Premier League quest’anno ci sarà una ricorrenza storica, ovvero il trentennale del successo del Blackburn Rovers. Una annata entrata di fatto nella leggenda del calcio inglese quella del 1994/95 con i Rovers guidati dal bomber Alan Shearer, contrapposti al Manchester United di sir Alex Ferguson. Prima del Leicester c’è stato appunto il Blackburn, merito alla visione del compianto Jack Walker capace di portare al successo la squadra del Lancashire grazie alla cessione delle acciaierie di famiglia che gli fruttarono 300 milioni di sterline.
Quella ingente somma di denaro venne da subito e nel corso degli anni reinvestita nella società con l’acquisto di giovani calciatori molto promettenti e il rinnovamento delle strutture obsolete presenti fino al termine degli anni 80. L’arrivo di Kenny Dalglish ex grande giocatore e allenatore del Liverpool, permise alla squadra di aumentare il proprio status nel calcio inglese e ovviamente fu decisiva nella scelta di Shearer di vestire la maglia bianco/blu del Blackburn rispetto a quella rossa del Manchester United che lo voleva ad ogni costo (o quasi).
Il Blackburn versione 1994/95 era la sintesi perfetta del modulo 4-4-2 versione UK. Una squadra fisica e “cinica” nelle giocate, con una libertà di “inventare” che veniva lasciata solo al numero 9 . I due esterni di centrocampo come Ripley e Wilcox incaricati principalmente di scodellare palloni per gli attaccanti oltre che a compiti difensivi in supporto ai terzini. Una squadra con Tim Flowers tra i pali, Colin Hendry e Greame Le Saux in difesa e in mezzo al campo il capitano Tim Sherwood coadiuvato da Atkins. Davanti la “SAS” composta dai fenomenali Shearer e Sutton.

E’ in particolare la seconda parte di quel campionato a decidere le sorti delle due squadre in lotta. In piena rimonta nei confronti dei Rovers, Eric Cantona viene squalificato per 8 mesi dopo il calcio contro un tifoso fascista che lo aveva insultato mentre il francese stava lasciando il campo in casa del Crystal Palace. Un episodio che di fatto condiziona il campionato dello United soprattutto nel periodo primaverile della stagione. A 3 giornate dal termine, erano 8 i punti di vantaggio del Blackburn sullo United, che però con una partita da recuperare poteva ambire alla rimonta. Dopo la sconfitta contro il West Ham e un successo fondamentale contro il Newcastle i Rovers si presentano con 2 punti di vantaggio sulla squadra di Ferguson.
L’epilogo è da docuserie Netflix: il Blackburn è impegnato ad Anfield contro il Liverpool, ancora a caccia di un posto in Europa mentre il Manchester United tenta il tutto per tutto al Boleyn Ground contro un West Ham già sereno a metà classifica. Shearer dopo pochi minuti e il quasi contemporaneo gol del West Ham fanno esplodere di gioia i tifosi dei Rovers, ormai certi della conquista della Premier. Nella ripresa il pareggio del Manchester United con McClair e il successivo 1-1 del Liverpool firmato Barnes rimette tutto in discussione. I minuti finali sono da seconda stagione di Netflix: al 90′, su punizione, Redknapp manda all’inferno il Blackburn. 2-1 per i Reds, se il Manchester United segna è Campione d’Inghilterra. Il gol però non arriva e dopo minuti di apnea e sconforto totale il Blackburn Rovers può tornare a festeggiare il titolo dopo 81 anni. Alan Shearer è capocannoniere con 34 gol segnati, vince il premio di Player of the Year e viene inserito nel Team of the Year, in cui trovano spazio altri giocatori di quel Blackburn come Flowers, Hendry, Le Saux, Sherwood e Sutton. Ovviamente Kenny Dalglish vince il premio come Manager of the Year mettendo il punto esclamativo a qualcosa di leggendario.

La “caduta” però di quella squadra è veloce, nonostante la prima apparizione in Champions della stagione successiva. Shearer lascia il Blackburn nello shock più totale nell’estate del 1996 e tre anni successivi tra le lacrime di Walker la squadra retrocede in First Division. Il sogno però di detronizzare lo United era stato realizzato e quell’impresa resterà nella storia del calcio. Grazie a “tHeMAdSCienTiSt Fm” (qui potete trovare l’intervista) tutti noi abbiamo la possibilità di tornare a 30 anni fa per replicare l’impresa di quella magnifica squadra grazie al database 1994/95 da installare su FM24. Io non ho perso tempo e ho realizzato il sogno di Walker anche virtualmente, battendo chi? ovviamente il Manchester United.










































































































