Dopo la vittoria sul campo del Cittadella, il Modena sembrava aver trovato l’abito tattico giusto per il finale di stagione. Il 3-5-2 presentato da mister Mandelli in quell’occasione, scelto anche per sopperire all’assenza per squalifica di Palumbo, aveva, infatti, convinto e tanti sembravano i vantaggi offerti dal nuovo sistema di gioco: su tutti, la vicinanza tra i due giocatori offensivi, in quella circostanza Caso e Defrel, e la maggior libertà di Gerli in cabina di regia, fiancheggiato non da un solo compagno di reparto, come succedeva con il 3-4-2-1, ma da due in mezzo al campo (al “Tombolato” Duca e Battistella). Proprio da un assist di Gerli per Caso era nato il gol dello 0-1, mentre anche i subentrati Gliozzi e Pedro Mendes avevano dato segno di beneficiare del fatto di giocare insieme e più vicini nell’azione dello 0-2, quando il portoghese aveva messo in rete su assist dell’ex Pisa.
Mister Mandelli ha, quindi, scelto di proseguire su questa strada anche nei successivi due match contro Cosenza in casa e Salernitana in trasferta, con l’importante variazione data dal rientro di Palumbo dopo la squalifica. L’incognita stava proprio nella capacità del nuovo sistema di gioco di valorizzare il numero dieci canarino, che avrebbe dovuto arretrare il proprio raggio d’azione agendo da mezzala offensiva piuttosto che da trequartista, ruolo in cui ha messo a referto 7 gol e 9 assist in questa stagione, partecipando a 16 delle 35 reti segnate dai canarini questa stagione, senza contare quelle nate comunque dai suoi piedi senza che fosse direttamente autore del gol o dell’assist.
Contro Cosenza e Salernitana, però, le cose non sono andate come si sperava: naturalmente il modulo è solo una parte di ciò che non ha funzionato, dato che nel match casalingo contro i calabresi la sensazione è stata che più che l’atteggiamento tattico sia stato quello mentale con cui la squadra ha approcciato la partita ad essere deficitario, mentre a Salerno c’è stato qualche segnale diverso in questo senso che però non è bastato a portare a casa punti dall’Arechi. Di fatto, però, in entrambe le occasioni mister Mandelli si è trovato a cambiare dal punto di vista tattico nella ripresa, segno evidente che qualcosa non stava andando nel verso giusto. Se contro il Cosenza, dopo aver cambiato le due punte all’intervallo, spostando anche Palumbo sulla trequarti, il tecnico canarino aveva poi deciso di inserire Bozhanaj e Kamate al posto di Idrissi e Duca per aumentare il potenziale offensivo alla ricerca del gol del pareggio, poi trovato da Pedro Mendes, contro la Salernitana nella ripresa l’assetto tattico è stato modificato dopo il gol subito, e per la precisione al 70′, quando sono entrati Bozhanaj e Gliozzi per Cotali e Caso. Nel finale, poi, lo stesso Palumbo ha lasciato il posto a Defrel.
Venendo, poi alle prestazioni dello stesso numero 10 gialloblù nella nuova posizione, contro il Cosenza non è stato brillante così come tutta la squadra, mentre a Salerno ha mostrato qualche lampo, come l’assist per Pedro Mendes nell’occasione in cui il portoghese ha mandato di poco a lato di testa nel primo tempo o qualche buona combinazione in avanti nelle circostanze in cui il Modena si è reso pericoloso nella ripresa, ma non ha dato la sensazione di essere continuo e pericoloso come lo è stato per gran parte della stagione. Suoi gol o assist mancano da più di un mese: dal match dell’1 febbraio contro il Mantova, vinto 3-1 dai canarini, in cui segnò e fece segnare Caso. Nelle cinque partite successive (quattro per lui, squalificato a Cittadella) non ha messo a referto gol o assist.
L’unico punto conquistato nelle gare contro l’ultima e la penultima in classifica potrebbe aver tolto qualche certezza dal punto di vista tattico ai gialloblù: spetterà ora a mister Mandelli trovare la soluzione migliore in vista della nuova trasferta in terra campana, questa volta sul campo della Juve Stabia.




































































































