A scherzare col fuoco c’è il rischio, prima o poi, di bruciarsi. Non è un caso che il Modena, arrivati all’ultima sosta del campionato, sia finito in una situazione molto complicata: solamente due vittorie nelle ultime dodici gare e una classifica che dice +4 sui playout (il divario potrebbe ridursi con le partite di oggi e di conseguenza ulteriormente peggiorare).
La società ad inizio novembre, dopo dodici partite tutt’altro che esaltanti con appena due vittorie e un totale di undici punti conquistati (adesso si è caduti, di nuovo, in una situazione simile con dodici punti ottenuti nelle ultime dodici partite giocate) ha giustamente esonerato Bisoli e, con gran parte del campionato davanti e quindi tutto il tempo per poter dare una netta sterzata alla stagione, ha scelto di affidarsi al tecnico della Primavera Paolo Mandelli. Una decisione che ha destato qualche perplessità. Ci si aspettava un tecnico navigato, con esperienza in categoria, ed invece ha prevalso la volontà di affidarsi ad una soluzione interna e ad un allenatore che in carriera ha fatto benissimo alla guida di squadre giovanili, ma non ha praticamente (quasi) mai allenato prime squadre. La scossa, inizialmente, è arrivata, ma con il passare delle giornate la situazione sta via via scemando e sembra complicato riassestarla.
A questo si aggiunge un mercato invernale decisamente deludente. Il Modena, probabilmente convinto di riuscire a condurre la nave in porto in tranquillità, ha scelto di inserire solamente qualche pedina ma di poco conto. Nessun titolare. Sarebbe bastato poco: qualche intervento mirato, senza spendere cifre folli o cercare nomi altisonanti, per migliorare l’undici titolare nelle zone più carenti come il reparto difensivo e le corsie esterne, dove la squadra continua a soffrire terribilmente. Così non è stato. Quel poco, però, adesso può veramente essere la differenza tra un playoff e un playout.
Non è questo il periodo di addossare colpe o responsabilità, ma certo è che quando era il momento si sarebbe potuto e dovuto fare qualche cosa di più per evitare rischi nel rush finale. Guardando l’andamento di un Modena che non sa vincere in trasferta (unico successo esterno nel nuovo anno a Cittadella, contro una squadra che in casa nel 2025 ha perso contro tutti gli avversari affrontati) e sta balbettando anche al “Braglia”, con il terribile calendario che si prospetta davanti e quelle dietro che stanno arrivando, la paura è tanta. L’augurio è che la sosta porti benefici e che il focus sia ben chiaro per tutti: salvezza. Nulla di più. Le opportunità per fare quel salto verso qualcosa di più ambizioso (obiettivo prefissato ad inizio stagione) sono state diverse, ma tutte fallite. Adesso c’è da guardarsi solamente alle spalle. Fuori l’orgoglio e… si salvi chi può.




































































































