I due gol subiti contro la Juve Stabia e, soprattutto, il modo in cui sono arrivati, sono l’emblema delle difficoltà mostrate in fase difensiva dal Modena in questa stagione. Difficoltà emerse in maniera evidente nel corso della gestione Bisoli, durante la quale i canarini subirono 19 gol nelle prime 12 giornate di campionato, e che poi sembravano essersi attenuate nelle prime gare della gestione Mandelli: un solo gol subito nelle prime tre partite e cinque reti inviolate nelle prime otto dell’ex tecnico della Primavera alla guida dei canarini, nei match contro Carrarese, Mantova, Reggiana, Pisa e Sudtirol.
Il Modena sembrava essersi assestato e avere trovato certezze grazie al modulo scelto da mister Mandelli (3-4-2-1, ora diventato 3-5-2) e all’equilibrio da lui portato, ma già verso la fine del 2024 si sono avvertiti di nuovo i primi scricchiolii in difesa, nel 3-3 contro il Brescia arrivato nel giorno di Santo Stefano. Scricchiolii confermati, specialmente in trasferta, anche con l’inizio del nuovo anno: due i gol subiti a Palermo nel primo match del 2025 e due anche quelli incassati a Cremona due settimane più tardi, per un totale di sette reti subite nelle tre gare lontano dal “Braglia” tra la fine del vecchio anno e l’inizio del nuovo. Il trend è poi sempre stato confermato nel 2025: i canarini hanno sempre incassato almeno un gol a partita, sia in casa che fuori, con la sola eccezione rappresentata dal clean sheet nel match esterno sul campo del Cittadella, unica vittoria in trasferta nel nuovo anno dei canarini (0-2).
Nel reparto arretrato, sempre schierato a tre da mister Mandelli, sono cambiati gli uomini (ad alternarsi sono stati Caldara, Zaro, Dellavalle, vera nota positiva della retroguardia canarina di quest’anno, Cauz e Vulikic, arrivato nel corso del mercato di gennaio), ma non la costante: al netto di episodi sfortunati come i gol subiti nel match casalingo contro il Mantova o nella trasferta di Salerno, quando le deviazioni decisive di Dellavalle e Zaro hanno impedito a Gagno di poter intervenire sulle conclusioni di Mancuso e Soriano, ci sono sempre state disattenzioni difensive, a volte frutto dell’errore di un singolo, a volte invece derivanti da mancanze di reparto o di squadra. Emblematici in questo senso i due gol subiti sabato scorso nel match contro la Juve Stabia: in occasione del primo, sul lancio lungo di Peda, Candellone era solo in mezzo ai tre centrali del Modena, in netto vantaggio sull’attaccante dei campani, che però è riuscito a rimontarli, sfruttando un’incomprensione tra Caldara, Zaro e Vulikic e battendo Gagno; in occasione del secondo, oltre alla marcatura leggera di Caldara su Candellone, libero di arrivare alla conclusione, i gialli hanno, invece, pagato un ritardo nel disporsi correttamente in campo dopo i cambi operati da mister Mandelli, che aveva appena inserito Caso e Bozhanaj al posto di Pedro Mendes e Magnino, spostando Duca dalla corsia di sinistra a quella di destra. Proprio quella corsia, rimasta momentaneamente scoperta, è stata utilizzata dalla Juve Stabia nell’azione del raddoppio.
Durante la sosta, dunque, uno dei punti su cui lo staff tecnico del Modena dovrà lavorare è sicuramente quello della solidità difensiva da ritrovare in vista delle ultime otto partite di campionato che decideranno la stagione dei canarini, a cominciare da quella interna contro il Catanzaro di sabato 29 marzo.




































































































