In occasione della settimana di sosta per le Nazionali, per fare il punto in casa Modena dopo il doppio ko consecutivo contro Salernitana e Juve Stabia e in vista del match casalingo contro il Catanzaro, la nostra redazione ha intervistato l’ex canarino Luca Ungari, che con la casacca gialloblù ha vissuto stagioni importantissime contribuendo alla doppia promozione dalla Serie C alla Serie A ad inizio anni duemila. Di seguito le sue dichiarazioni.
MOMENTO NEGATIVO – “Sicuramente il Modena non sta attraversando un periodo positivo e ora si sta arrivando ad una fase decisiva della stagione: la primavera è il momento in cui tutto si decide. C’è qualche problema a livello di risultati e di prestazioni, come testimoniano le sole due vittorie ottenute nelle ultime dodici partite. Fino a Natale andava tutto bene, poi c’è stata la vittoria nel derby col Mantova e dopo si è un po’ persa quella fiducia che c’era prima. E’ un momento cruciale in cui bisogna fare squadra, un risultato positivo alla ripresa del campionato contro il Catanzaro potrebbe essere determinante a livello psicologico e ambientale per ritrovare un po’ di serenità. Ci sono ancora tante squadre in ballo per la lotta salvezza, quindi c’è ancora ampio margine, però il vantaggio sulla zona playout comincia ad assottigliarsi. Ultimamente c’è stato il cambio di modulo, pensato probabilmente perchè si prendono tanti gol e si fa fatica a farli, ma i risultati non hanno purtroppo seguito le intenzioni. Anche solo portare a casa una partita senza subire gol darebbe un po’ di fiducia: parliamo comunque di problematiche in fase difensiva che non riguardano solo il reparto arretrato, anche se l’errore del singolo fa sempre parte delle possibilità”.
RAPPORTO SQUADRA-TIFOSI – “Ho visto lo striscione esposto al “Braglia” e lo ritengo un modo per stimolare la squadra e per dimostrare l’attaccamento e la volontà di fare tutti insieme qualcosa di più. Da questo punto di vista, la sosta può aiutare a scaricare la tensione a livello mentale: è una buona cosa in un periodo negativo. Non essendoci lo stress della partita immediata, la testa dei giocatori è un po’ più scarica e si può pensare a lavorare in modo migliore, immagazzinando energie per il rush finale e lavorando anche dal punto di vista tattico su aspetti che in una settimana tipo non si possono affrontare. Parlo per esperienza personale: quando le cose non vanno bene, i giocatori sentono sempre una responsabilità e il dovere di uscire quanto prima da questa situazione. In queste fasi emerge molto la personalità di un giocatore. Sono convinto che nessuno dei ragazzi, e nemmeno mister Mandelli e il suo staff, prenda alla leggera questa situazione. Bisogna portare a casa assolutamente questa annata per poi ragionare sul futuro”.
RUSH FINALE – “Il calendario del Modena è complicato, ma se tutto fosse già scritto a tavolino sarebbe inutile giocare. Le prossime partite vanno affrontate con determinazione e fiducia nonostante sia un momento delicato, in cui prendere un gol è la cosa che può avere il maggiore impatto psicologico. Affrontando squadre che occupano posizioni alte in classifica si alza anche il livello di attenzione: è capitato tante volte che siano arrivati risultati inaspettati più contro squadre che giocano e lasciano qualche spazio in più. Tutte le partite da qui alla fine vanno affrontate con il coltello tra i denti e non è detto che contro squadre più avanti in graduatoria non possano arrivare risultati positivi”.
SOCIETA’ – “Apprezzo molto il fatto che la proprietà riesca, tramite diverse iniziative, a ricordare chi ha contribuito a fare qualcosa di positivo a Modena, come in occasione delle visite di De Biasi e Fabbrini. Io ho dovuto rimandare, ma prossimamente ci sarà l’occasione per venire al “Braglia”. E’ lodevole e non scontato che la società tenga in considerazione anche questi aspetti. Sono molto importanti anche gli investimenti che la proprietà sta facendo in ottica futuro: realizzare centro sportivo e convitto significa comunicare alla comunità di Modena e a tutta la città quanto la proprietà tenga alla società e stia mettendo le basi per il futuro. Non sono di passaggio, ma vogliono rimanere e fare le cose fatte bene. Questa è una delle fortune di Modena: avere una proprietà familiare e italiana che fa investimenti di questo tipo. La famiglia Rivetti va ringraziata per quello che sta facendo e ora l’obiettivo è quello di consolidarsi”.



































































































