In vista della sosta del campionato di Promozione, a due giornate dal termine, abbiamo intervistato il mister del Campagnola Mattia Manfredini, che ha fatto il punto della situazione sull’andamento della stagione della sua squadra e dell’intero girone.
Mister, arrivate alla sosta con il secondo posto in classifica e certi di disputare i playoff. Inoltre, l’eliminazione (immeritata) in semifinale di Coppa Italia. Arrivati a questo punto come giudichi, complessivamente, la stagione?
“Sono assolutamente soddisfatto. Abbiamo fatto, sino ad ora, un percorso straordinario. Questa squadra ha sempre mantenuto le posizioni di vetta, oscillando tra il secondo e il quarto posto e giocando, a mio avviso, un calcio piacevole e di qualità. I miei ragazzi hanno fatto un percorso eccezionale anche in Coppa Italia. Essere sedici giocatori, più qualche ragazzo della Juniores, e affrontare tutto non è semplice, ma ho trovato un gruppo voglioso di essere protagonista. I miei giocatori sono davvero un orgoglio per me, soprattutto per come si pongono di fronte al modo di fare calcio. Adesso un po’ di sosta, poi mancheranno due partite e i playoff, quindi teniamo alta la guardia”.
L’Atletic Cdr Mutina ha staccato chiunque: vittoria del campionato con due giornate di anticipo e +11 sulle inseguitrici. Era, oggettivamente, impossibile per tutti tenere il loro ritmo?
“La Cdr Mutina era la squadra più forte e più attrezzata in ogni aspetto e ha meritato il titolo. Aveva investito più di tutte e ha messo in campo dalla prima giornata una forza e una consapevolezza che noi, Castellarano e Sanmichelese abbiamo forse trovato un po’ più tardi. Quindi complimenti a loro, alla società, al mister e al patron Morselli”.
Quale è il vostro obiettivo in questo finale di stagione?
“Ad inizio stagione ci siamo dati l’obiettivo di affrontare partita dopo partita provando, attraverso il gioco, ad arrivare nelle prime cinque, quindi l’abbiamo raggiunto. Ma, siccome l’appetito viene mangiando, adesso non ci poniamo nessun limite e proveremo a dare fastidio a tutti nei playoff, consapevoli che avremo di fronte squadre fortissime, di blasone e con calciatori importanti, ma allo stesso tempo sappiamo quello che vogliamo. Adesso, però, pensiamo a chiudere il campionato al secondo posto, che sarebbe già qualcosa di straordinario”.
In ottica playoff, quali sono le squadre che temi maggiormente?
“Questo girone ha evidenziato che, oltre a noi, Sanmichelese, Castellarano e La Pieve Nonantola sono le squadre più temibili. Ma le stesse Ganaceto, Castelnuovo e Baiso sono formazioni di ottima caratura. Non ho preferenze o particolari paure perchè nelle partite secche ci sono troppi fattori che incidono per fare in modo che esca un risultato piuttosto che un altro. Se proprio devo fare il nome di una squadra che tra andata e ritorno mi ha stimolato incontrare, e con cui mi è piaciuto battermi, è il Ganaceto perchè è allenata benissimo e pratica il calcio più simile al nostro. Gli auguro il meglio”.
Grande bagarre anche nella lotta salvezza nel vostro girone. Chi vedi a rischio retrocessione diretta e chi, invece, potrà avere la meglio ai playout?
“Credo sia difficile emettere un pronostico perchè quando si parla di retrocessione è davvero qualcosa di brutto calcisticamente parlando e quindi non saprei. Sicuramente tutte le squadre daranno il 200% di loro stesse per non abbandonare la categoria. Forse la squadra che ho visto meglio per fisicità, cattiveria agonistica e individualità offensive è il Camposanto”.
Gli obiettivi personali, solitamente, vanno di pari passo con quelli di squadra. Ma personalmente, come giudichi questa tua annata?
“Non mi piace parlare di me, lascio che lo facciano i calciatori, la società o gli avversari. Ho ricevuto da giocatori di altre squadre molti messaggi di stima e questo è quello che mi porto dentro con più orgoglio. E’ il mio primo anno con gli adulti e posso dire che è stato bello, appassionante e molto divertente. Credo che essere arrivato ai playoff sia qualcosa che porterò nel mio percorso con grande onore, ma il lavoro non è assolutamente finito. Sono consapevole che devo migliorare tanto a livello di gestione della foga agonistica durante le gare e in alcune letture delle partite. Ogni domenica si impara qualcosa da altri allenatori oppure scavando dentro sè stessi e facendo autocritica”.
Il tuo futuro?
“Il mio futuro è a Campagnola fino a fine maggio, poi al mare con la Signora Ferretti e mia figlia. Scherzi a parte, non so ancora cosa c’è dietro l’angolo. Sicuramente, ho capito di amare questo lavoro e vorrei che diventasse il mio futuro perchè se quando ti svegli la mattina il tuo primo pensiero è il campo significa che quello è il tuo posto. Dove sarò vedremo, è ancora presto”.




































































































