La “Gazzetta di Modena” riporta un’intervista alla presidentessa di Modena Volley Giulia Gabana: “Ho sempre cercato di essere positiva, presente, aperta al confronto e dare a tutti quelli che lavorano all’interno di Modena Volley stabilità e fiducia cercando di rendere semplici le cose più difficile e chiedendo in cambio impegno e grinta in ogni singolo momento della giornata. Modena è una realtà unica e quello che credevo essere il meglio spesso non si è rivelato tale. Qui si respira pallavolo in ogni angolo della città e si è costantemente sotto la lente di ingrandimento. Mi sono ritrovata a dover imparare velocemente un nuovo modo di gestire un gruppo e una piazza, rispetto a quelle che erano le mie idee iniziali. Ho al mio fianco i fratelli Storci, persone di uno spessore umano e imprenditoriale altissimo. Siamo sempre sulla stessa lunghezza d’onda e sono sicura che ci toglieremo qualche soddisfazione. Modena è la città per eccellenza del volley e come tale è sempre stata abituata a squadre di grandi campioni e a stagioni dove gli obiettivi erano molto ambiziosi. Da dopo il Covid molte cose sono cambiate e stiamo cercando di mantenere una società che si auto sostiene grazie al lavoro che facciamo ogni giorno, grazie ai nostri partner e al pubblico. Oggi è impossibile raggiungere il livello di squadre che hanno un budget che è il doppio del nostro, quindi dobbiamo ragionare in modo diverso per competere con loro. In questi anni ci siamo accorti che Modena è una piazza esigente e i risultati non possono tardare, quindi abbiamo cercato di correggere la rotta per non deludere le aspettative. Questi continui cambi di direzione, però, non sono la strada che vogliamo intraprendere e per il futuro cercheremo di portare avanti la nostra strada, senza farci condizionare dall’ambiente che ci circonda, anche a costo di qualche malcontento in più. I modenesi sognano sempre di vincere lo scudetto, ma da questo deriva anche un inevitabile condizionamento fatto di richieste e aspettative che abbiamo, a volte, fatto l’errore di voler soddisfare nell’immediato. A Modena il pubblico non è solo un elemento di supporto, ma quasi un giudice che osserva e valuta. Quando mi è stato chiesto di intervenire o di rilasciare interviste non mi sono mai tirata indietro, ma ho notato come spesso le mie parole siano state strumentalizzate in maniera negativa e fuorviante. Per evitare polemiche ed ulteriori provocazioni spesso scegliamo il silenzio”.












































































































