LA CONFERENZA STAMPA DI MATTEO RIVETTI, AMMINISTRATORE DELEGATO SPORT DEL MODENA FC
“Siamo delusi e incazzati per queste ultime prestazioni, dispiace per i tifosi che ci hanno seguito in tanti in casa e trasferta. E’ giusto che ognuno si prenda le proprie responsabilità, io in primis, il direttore, lo staff e i giocatori. Ora non è il momento di fare bilanci, che si faranno a fine stagione, ma di pensare alle ultime due partite in cui vogliamo vedere una reazione e onorare questa maglia.
Abbiamo dimostrato che nei momenti decisivi della stagione, quando si poteva fare qualcosa in più, è sempre mancato qualcosa. E’ una cosa che dovremo valutare a fine stagione. Sono sicuro che la squadra voglia dimostrare che è arrabbiata, queste due partite sono importanti e venerdì sera mi aspetto una grande reazione.
Con la squadra c’è un confronto quotidiano, ma queste due sconfitte in quattro giorni sono inspiegabili anche per staff e giocatori. Probabilmente a livello mentale non abbiamo trovato le energie giuste, abbiamo visto due squadre che avevano il piglio giusto. Le prestazioni fatte non sono accettabili e ora c’è da lavorare per far vedere che non siamo questi.
La crescita a livello sportivo sarebbe l’accesso ai playoff, la volontà del club era quella di migliorare, come è normale che sia. E’ stato un anno difficile, lo dimostrano i fatti: abbiamo dovuto cambiare l’allenatore e mister Mandelli ci tengo a ringraziarlo perchè ha preso la squadra in un momento molto delicato, si è messo a disposizione e stavamo facendo un buon campionato. C’è tanta delusione perchè in quattro giorni abbiamo compromesso tanto. Vanno fatte riflessioni a fine stagione perchè non si ripeta. L’atteggiamento della squadra e la cattiveria e la voglia di lottare devono essere diverse in queste ultime due gare.
Non sono un amante dei ritiri puntivi e non sono mai stati fatti in questi anni. Stiamo attraversando giorni difficili, prima era una squadra in salute, la squadra stava bene e si era allenata bene. Non sono previsti ritiri punitivi.
Purtroppo delle spiegazioni per questo blackout di questi quattro giorni dobbiamo trovarle a fine stagione. Anche ieri la squadra era partita bene nella prima mezz’ora, poi la partita si è complicata. Dobbiamo migliorare come mentalità, noi siamo un club e una famiglia ambiziosa e non ci accontentiamo di arrivare a metà classifica.
Ieri qualche scelta è stata sbagliata, altrimenti non avremmo perso. Ieri probabilmente anche le scelte del mister non hanno pagato, così come altre volte aveva avuto intuizioni giuste.
Dispiace, ora si può lottare sul campo. Capisco la delusione della tifoseria e per riconquistarla dobbiamo lottare e onorare la maglia, dimostrando che non siamo quelli delle ultime due partite.
Mancanza di personalità nella squadra? I bilanci li faremo a fine stagione e andremo ad analizzare cosa non ha funzionato e non ci ha permesso di fare uno step in più. C’è da cambiare mentalità e serve mentalità vincente, sono valutazioni che dovremo fare.
Mercato? Senza analizzare il mercato, in modo onesto posso dire che errori sono stati fatti, da me in primis. Il nostro è un percorso di crescita e gli errori si fanno e devono servire per imparare e non ripeterli. La scelta di Mandelli è stata giusta, non è stata una seconda scelta. Abbiamo fatto colloqui con allenatori importanti e abbiamo scelto Paolo perchè pensavamo che fosse la scelta giusta. Tante squadre che hanno cambiato hanno fatto peggio e hanno cambiato ancora. Con Bisoli errori sono stati fatti, se no non ci sarebbe stato l’esonero.
Il calcio non è un’industria normale, ma avendolo vissuto da tifosi sapevamo a cosa andavamo incontro. E’ un mondo difficile e competitivo, spendere tanto non è la ricetta magica per vincere. Sono le difficoltà che ci aspettavamo: abbiamo vinto subito in Serie C, poi due decimi posti, quest’anno stavamo per raggiungere un traguardo di crescita, compromesso ma non irraggiungibile. Vogliamo continuare a crescere.
Clima ora al Braglia? Capisco benissimo la loro delusione, ma chiedo ai tifosi di starci vicino fino alla fine del campionato. Sono due partite importanti, da Brescia arriveranno in tremila. Se quelle realtà hanno ancora il tifo che li spinge, anche noi chiediamo al nostro pubblico di starci vicino.
Big? C’è chi ha fatto bene e chi meno. La squadra è forte, a fine campionato faremo valutazioni.
Società? Credo che la società sia molto strutturata per la categoria rispetto a quando siamo arrivati il primo anno. Siamo cresciuti tanto, non penso che ci sia mancata l’esperienza: il Sassuolo ha vinto il campionato con Palmieri al primo anno da direttore sportivo, il Pisa ha vinto con Vaira che qui veniva considerato scarso.
Ho sentito parlare di società senza ambizioni, ma non solo chi parla in pubblico è ambizioso. Siamo sempre presenti qui tutte le settimane, sia io che il presidente. Non parlare in maniera costante non è sintomo di scarsa attenzione: noi siamo abituati a parlare poco e fare fatti, sarà sempre così.
L’ambizione quando si inizia è sempre vincere, ma è ovvio che in Serie B ci sono squadre più organizzate e che hanno speso di più. Il nostro sogno era quello di centrare i playoff e il mercato è stato importante, così come il valore dei ragazzi. Avremmo avuto tutto per arrivare nelle prime otto, non arrivarci crea delusione ma non è un fallimento. Sono le basi per iniziare a costruire qualcosa dal prossimo anno”.




































































































