Terminata la stagione del Modena, che ha chiuso il proprio campionato all’undicesimo posto in classifica in Serie B, la nostra redazione, per fare il punto in casa gialloblù, ha intervistato Bob Notari, ex calciatore (esordio proprio in maglia gialloblù) e allenatore tra i più esperti nel panorama dei dilettanti.
FINALE DI STAGIONE DEL MODENA – “Credo che tutti ci aspettassimo di più. Il percorso che era stato fatto inizialmente da mister Mandelli quando ha preso in mano la squadra, dal punto di vista dei risultati e dei numeri, era assolutamente positivo e quindi la speranza era quella di poter andare ai playoff. Credo che non fosse una meta inarrivabile, il Modena non ci è arrivato per poco e ha avuto mille possibilità per agganciare la zone spareggi promozione: mi aspettavo che si riuscisse a centrare l’obiettivo, ma per vari motivi, che solo chi è all’interno della squadra può conoscere, il Modena non c’è riuscito: sarebbe stato bello per tutti”.
POSSIBILI RAGIONI DEL FINALE DI STAGIONE DELUDENTE – “Non credo che sia stata una questione di mancanza di impegno o di volontà. Penso che al Modena mancassero certe caratteristiche: per esempio, in vari reparti mancavano giocatori di personalità e leadership, problema un po’ comune nel calcio di oggi. Sono quei giocatori che, nelle partite dove magari non conta giocare benissimo, ma serve portare a casa il risultato, possono dare a tutti quell’input psicologico in più. Inoltre, in occasione di tanti gol subiti ci sono stati errori individuali: quando Mandelli ha preso in mano la squadra ha cercato di lavorare sul fatto che si stavano prendendo troppe reti, anche utilizzando un modulo, il 3-4-2-1, che non rientra forse nel suo credo, ma che secondo lui serviva alla squadra per prendere meno gol. In questo modo ha cercato di dare un po’ di equilibrio, però anche in seguito sono stati spesso subiti gol frutto di poca attenzione e concentrazione e di errori dei singoli. In più, i giocatori sulla carta più importanti, quelli presi pensando che facessero la differenza, sono un po’ mancati per vari fattori: c’è chi non ha smaltito gli infortuni, chi veniva da un lungo periodo di inattività, chi non ha mai trovato la forma e questo ha fatto sì che la squadra non abbia mai avuto una vera fisionomia”.
MERCATO DELLO SCORSO ANNO – “Credo che qualche errore sia stato fatto, come è normale che sia: come sbaglia una punta o un difensore in campo, così anche società e allenatori possono aver fatto qualche sbaglio, le responsabilità vanno sempre divise. E’ stato un anno difficile, in estate si è fatto il mercato con mister Bisoli e poi quando è arrivato Mandelli c’erano anche giocatori forse non adatti alle sue caratteristiche. Inoltre, forse qualche errore è stato fatto anche a livello di caratteristiche dei giocatori, per esempio si è puntato su Pedro Mendes in attacco senza avere spesso giocatori in grado di arrivare sul fondo per servirlo con dei cross o di giocargli vicino in attacco. Non si è mai riusciti ad avere una fisionomia precisa di squadra. Ora è importante analizzare tutto e cercare di ripartire bene per l’anno prossimo, come sono sicuro che la società farà”.
PROSSIMA STAGIONE E RAPPORTO DELLA SQUADRA CON I TIFOSI – “Al di là di chi ci sarà in panchina, secondo me la cosa importante è sempre fare le cose in base alle caratteristiche di chi si ha a disposizione e la stagione appena conclusa deve essere servita per provare a migliorare certi errori. E’ normale che tra i tifosi ci sia un po’ di malcontento, vanno capiti perchè vorrebbero sempre il massimo per la propria squadra e quindi avrebbero voluto alzare l’asticella e raggiungere i playoff, anche se c’è stato un momento in cui il Modena ha rischiato di essere invischiato in zona retrocessione. I tifosi vanno riconquistati con dei risultati sia dal punto di vista di società che sul campo, ma credo che Modena sia una piazza che ha sempre dimostrato un calore importante. Penso che lavorare in questa piazza sia bello per tutti. La società saprà sicuramente come ripartire, dall’esterno è difficile dare giudizi: bisogna dare fiducia, guardando anche quello che è successo in piazze come Genova (sponda Sampdoria), Salerno o Frosinone”.
SOCIETÀ – “Il fatto che la proprietà abbia investito in un centro sportivo sta a indicare anche che il suo obiettivo è quello di portare avanti un progetto, anche se il calcio non è matematica: è un elemento che fa pensare ad una società che voglia investire per cercare di fare bene. Poi quello che riguarda il campo è un’altra cosa: bisognerà cercare di imparare da qualche errore che si è commesso, come capita in tutte le società, anche in quelle più blasonate, e cercare di far bene il prossimo anno, in cui credo si punterà ad arrivare ai playoff, che sono sfuggiti per poco quest’anno”.


































































































