Come riporta “Il Resto del Carlino”, dietro la scelta di un allenatore si nasconde sempre la filosofia di un club e la sua intenzione. All’inizio della loro era canarina, i Rivetti non ebbero molti dubbi e su indicazioni dell’ex ds Davide Vaira puntarono immediatamente su un top della C, ovvero Attilio Tesser. Per consolidare la Serie B, e per dare valore alla promozione, riconoscendo il merito, il Modena aveva giustamente confermato Tesser e attraverso la sua esperienza fu messa in cascina una salvezza mai in discussione. Il Modena prende la palla al balzo e pensa di avviare un progetto tecnico vero e proprio perchè ha conosciuto la B e immagina che con un allenatore nuovo, innovativo ed emergente si possa dare una spinta alle ambizioni. Bianco ci ha provato a dare quella spruzzata di novità, tatticamente ci è anche riuscito per larghi tratti con idee fresche, ma poi la storia la conosciamo. Sul finale fu richiamato un allenatore navigato come Bisoli, che il suo obiettivo l’ha portato a casa, ma programmare è un’altra cosa. Oltre a credere fortemente nelle qualità di Mandelli, lo scorso novembre il Modena sa bene di non avere il tempo e lo spazio di avviare un percorso tecnico con un allenatore come Pirlo, Semplici o Vivarini, nel bel mezzo di un campionato da penultimo posto, in quel momento. Cosa che ora può fare. Dopo quattro anni la proprietà canarina si trova di fronte ad un nuovo inizio, la scelta che sarà fatta da qui a breve comporterà l’avvio di un’era tecnica da difendere. Vivarini e Pirlo sarebbero esattamente questo, via via gli altri candidati.




































































































