VIVAIO MODENA FC, IL BILANCIO CON DAVIDE CALIARO E ROBY MALVERTI
Davide Caliaro, responsabile settore giovanile Modena Fc: “Ogni volta che si inizia un progetto bisogna avere un’idea e poi andare a vedere come è stata sviluppata. I presupposti della stagione sono stati l’evoluzione dal punto di vista delle infrastrutture, con il convitto, con attenzione anche alla parte nutrizionale, e la sinergia tra prima squadra e settore giovanile. Quando parliamo con chi è sopra di noi sanno cosa vuol dire il settore giovanile e hanno grande interesse e molta passione per quello che viene fatto. La proprietà è estremamente interessata e ci mette nelle condizioni di lavorare. E’ anche una grossa responsabilità. Venendo ai numeri, è rilevante la questione delle convocazioni in Nazionale, con 26 convocazioni per 12 giocatori, tra raduni, amichevoli e competizioni ufficiali, come l’Europeo Under 17. Ci sono poi stati tre giocatori convocati in prima squadra, con un esordio. La Primavera si è posizionata sesta con Zidouh Taha, capocannoniere del Girone A. L’Under 17 è arrivata ottava, l’Under 16 quarta (ottavi di finale playoff scudetto), l’Under 14 quarta, l’Under 13 seconda nella fase regionale e in finale playoff interregionale. Il bilancio è assolutamente positivo ed è un buon punto di partenza. Il risultato ha valore indicativo e non assoluto, ma dobbiamo tenerlo presente anche se il valore assoluto sta nella “produzione” di giovani calciatori. Nell’attività di base non abbiamo lavorato sui doppi gruppi soprattutto per motivazioni legate al territorio (non sottrarre atleti, ma collaborare con le società del territorio). Abbiamo partecipato a tornei anche internazionali e a tornei organizzati dal Modena Fc. Per quanto riguarda lo scouting, ci sono state 1.417 partite visionate per quanto riguarda l’agonistica. Abbiamo ospitato per una giornata i corsisti del corso responsabili settore giovanile di Coverciano. C’è stata poi la certificazione scuola calcio di 3° livello”.
Roby Malverti, responsabile attività di base Modena Fc: “Canarini si cresce” rappresenta la nostra visione del calcio giovanile. Ho vissuto diverse filosofie di settore giovanile nel Modena, quella attuale parte dallo sviluppo e dalla crescita nel rapporto col territorio. Abbiamo la necessità di rendere sostenibile la società e quindi abbiamo bisogno che il territorio cresca insieme a noi e che i ragazzi crescano nel loro ambiente fino a quando non sarà il momento del salto di qualità. Abbiamo messo in atto tante iniziative, tra cui 37 società affiliate con altri accordi in fase di definizione. Questo progetto coinvolge quasi 7mila tra atleti e famiglie. Per quanto riguarda i corsi allenatori, invece, ne abbiamo fatti 3: uno al “Braglia” con una cinquantina di figure del territorio, uno nella Bassa modenese, uno nell’Appennino modenese. Un’altra iniziativa è stata “Modena Day”, mini tornei itineranti con le società affiliate dell’Appennino modenese. Per la montagna abbiamo avuto un’attenzione particolare, molte delle società della montagna sono nostre affiliate e abbiamo cercato di andare verso di loro consapevoli delle difficoltà nel fare attività Per quanto riguarda le scuole abbiamo realizzato 15 incontri con 14 istituti e 1.200 ragazzi coinvolti. La scuola calcio per noi è un elemento fondamentale di interazione con il territorio, è formata da tre annate (2017-2018-2019) con un’ottantina di bambini e, in proporzione, un istruttore ogni 4-5 bambini. Tra i progetti sociali ci sono poi la “Squadra Arcobaleno” (25 ragazzi con disabilità cognitiva) e “Canarini Liberi” (75 persone a rotazione con differenti abilità)”.








































































































