Per fare un bilancio della stagione appena conclusa, che ha visto il Modena chiudere il proprio campionato all’undicesimo posto, vedendo svanire nelle ultime giornate la possibilità di disputare i playoff, la nostra redazione ha intervistato l’ex bomber canarino Andrea Fabbrini, tra i principali protagonisti della doppia scalata dalla Serie C alla Serie A nei primi anni Duemila e autore complessivamente di 32 gol e 5 assist in 133 partite disputate in maglia gialloblù. Queste le sue parole:
FINALE DI CAMPIONATO – “Ho seguito il Modena nelle ultime gare della stagione e mi è dispiaciuto per come è andata perchè credo che ci fossero la possibilità e la speranza di arrivare ai playoff. Si sarebbe chiusa in un modo diverso una stagione che è stata molto altalenante: non si è mai riusciti ad avere continuità di risultati e questo non ha sicuramente aiutato”.
STAGIONE POSITIVA O NEGATIVA? – “Da sportivo, e penso che sia così anche per la proprietà e gli addetti ai lavori, c’è il rimpianto per il fatto che il Modena non sia arrivato ai playoff, poi chiaramente è sempre un bene consolidarsi in categoria e mettere dei mattoni importanti per l’anno successivo. L’importante, come sta facendo la società, è costruire pezzo dopo pezzo e aggiungere piuttosto che togliere: i risultati sportivi possono non arrivare subito, ma secondo me con la costruzione che si sta cercando di fare anche questi arriveranno”.
FUTURO – “Piacerebbe a tutti da un giorno all’altro, con la bacchetta magica, arrivare in Serie A, ma serve tempo. Faccio sempre l’esempio del Monza, che anche con una proprietà come quella dei Berlusconi non ha fatto immediatamente i salti dalla Serie C alla Serie B e dalla Serie B alla Serie A. La proprietà del Modena sta facendo grandi cose, come la costruzione del centro sportivo, e bisogna solo farle un plauso”.
RAPPORTO SQUADRA-TIFOSI – “Sicuramente tra i sostenitori del Modena c’è amarezza ed è accettabile perchè chiunque vuole vincere. Penso, però, che ripartendo in vista della prossima stagione, con il buon lavoro che faranno la società e il direttore sportivo, l’entusiasmo tornerà di nuovo fuori. Quella del tifo è una componente predominante e che ci deve essere per andare avanti tutti insieme. Ho sempre detto che quando siamo riusciti a fare quella cavalcata dalla Serie C alla Serie A abbiamo remato tutti dalla stessa parte: noi giocatori, la società, la città e i tifosi. Ognuno ha aggiunto un pezzo in più a quanto si stava costruendo”.
MISTER MANDELLI – “Sono tornato a Modena nei mesi scorsi e ho avuto modo di incontrare mister Mandelli, Troiano e qualche ragazzo della squadra, tra cui Dellavalle, che avevo avuto nelle giovanili del Torino. Nel giorno della mia visita la squadra stava preparando una partita e ho trovato un clima sereno. Credo che Paolo non abbia mai vissuto in maniera drammatica la situazione: è stato coinvolto al momento dell’esonero di Bisoli e ha cercato di dare il massimo e di far dare il massimo ai ragazzi, consapevole di non essere certo di una riconferma. Ora sta alla società analizzare il suo operato e capire cosa fare per il futuro. Bisogna valutare la situazione a 360 gradi”.


































































































