COMUNICATO UFFICIALE AMATORI MODENA 1945
Modena, 1 luglio 2025 – Scelta dolorosa, ma inevitabile: l’Amatori Modena 1945 ha formalizzato la rinuncia al ripescaggio in Serie A2. La decisione, approvata all’unanimità dal consiglio direttivo, poggia su un punto fermo: l’assenza di un impianto cittadino omologato che garantisca continuità tecnica, economica e d’immagine alla storica società gialloblù. L’unica pista modenese che risponderebbe agli standard federali è il Palaroller della Polisportiva Sacca, teatro dei fasti gialloblù tra la fine degli anni ’80 e l’inizio dei Duemila. Ma la Polisportiva, pur avendo concesso l’utilizzo della pista a club di altre province, non intende aprire le porte alla nostra prima squadra cittadina. Dal canto suo, il Comune si smarca spiegando che la struttura è affidata alla Polisportiva e quindi fuori dall’intervento diretto dell’amministrazione. Giocare “in esilio” in una palestra di provincia non è solo una ferita sportiva, ma diventa un freno per chi dovrebbe finanziare il progetto. Gli sponsor – spiegano i dirigenti – faticano a investire se il brand Modena è costretto ad esibirsi lontano dalla città, in un impianto non all’altezza della categoria. Da qui il bivio, spingersi in A2 a tutti i costi o fermarsi e ricostruire solide fondamenta. L’Amatori Modena 1945 ha scelto la seconda via. Fondata nel 1945, l’Amatori Modena ha scritto pagine gloriose dell’hockey pista italiano con due scudetti (1957 e 1960) e quattro promozioni in A2 nel proprio palmarès. Oggi, però, quella tradizione rischia di spegnersi. “Non è una resa, è un atto di responsabilità – afferma il Vice Presidente Davide Malagoli -, che tiene a sottolineare come la scelta sia condivisa da tutta la dirigenza: “Non riguarda solo me…”. Il nuovo piano dell’Amatori Modena 1945 prevede l’iscrizione ai campionati giovanili e ad un torneo senior di categoria inferiore, puntando su settore giovanile e sostenibilità economica. La società non si arrende: l’obiettivo è allestire già da questa stagione una rosa competitiva, capace di lottare per le posizioni di vertice nelle competizioni a cui prenderà parte, in modo da farsi trovare pronta qualora si aprissero spiragli e soprattutto condizioni favorevoli per un ritorno in A2, ovviamente tutto in ottica sostenibile. Se domani arriveranno imprenditori e se da Piazza Grande smetteranno di voltarsi dall’altra parte, Modena potrà tornare a rivedere l’hockey di vertice. La vicenda solleva il tema, fin troppo ricorrente nello sport di base italiano, degli impianti gestiti in concessione senza una regia pubblica capace di conciliare interessi diversi e di realtà che vogliono proteggere il loro orticello. Finché le squadre storiche non avranno “una casa”, l’intero movimento rischia di perdere pezzi di tradizione e di futuro. L’Amatori Modena 1945 riparte, dunque, con la stessa dignità dei suoi 80 anni ma senza il palcoscenico che merita. E finché la politica dello scaricabarile prevarrà sulla programmazione, Modena dovrà accontentarsi dei ricordi e di un cantiere perennemente aperto.







































































































