Ad una settimana dall’inizio della preparazione del Modena in vista della prossima stagione, per fare il punto della situazione in casa gialloblù la nostra redazione ha intervistato Gigi Apolloni, allenatore del Modena nella seconda metà della stagione 2008/2009, in cui arrivò la miracolosa salvezza di Trieste, e nella successiva, per poi tornare sulla panchina canarina nella stagione di rinascita post-fallimento in Serie D, in cui, però, a metà stagione venne esonerato e lasciò il posto a mister Bollini. Di seguito le sue dichiarazioni.
ULTIMO CAMPIONATO DEL MODENA – “Pur avendo avuto delle difficoltà a inizio stagione con Bisoli in panchina, il Modena è riuscito a salvarsi dopo l’arrivo di Mandelli e Troiano, che ho avuto come giocatore quando allenavo i gialloblù. Sono molto contento per Michele, lo ricordo con affetto. E’ molto preparato e credo che per lui sia stata un’esperienza importante: spero che possa ora trovare un nuovo ruolo. Anche Catellani è stato un mio giocatore: è un ragazzo straordinario e mi è dispiaciuto che la sua carriera da calciatore sia finita anzitempo. Si è ritagliato un ruolo importante da direttore sportivo e sono convinto che possa far bene. Ha i mezzi e le qualità per dare valore ad una società come il Modena”.
GESTIRE UNA SITUAZIONE DI DIFFICOLTÀ – “Quando sono diventato allenatore del Modena la prima volta, sono stato più facilitato rispetto a Mandelli. Lui veniva dalla Primavera, mentre io ero già nello staff tecnico della prima squadra e avevo già una mia visione riguardo alle difficoltà della squadra e alle motivazioni per cui i giocatori non riuscivano ad esprimere le loro qualità. Eravamo in una situazione molto delicata, con pochi punti in classifica e la società in fase di cessione e ricordo che, inizialmente, a muso duro feci capire ai calciatori che avevano un’opportunità da sfruttare e che in squadra volevo solo gente che credesse nella possibilità di fare un’impresa. Dissi loro che avevamo questo dovere per la maglia, per i tifosi e per noi stessi”.
SOTTIL – “Mi sembra un allenatore preparato, determinato e anche molto ambizioso. Penso che possa essere un valore aggiunto per la società, secondo me il Modena ha fatto una scelta giusta e importante, anche se dovranno essere i risultati a confermarlo. L’importante è che dietro di lui ci sia una società, ed è il caso dei Rivetti, che abbia mezzi economici e idee molto chiare: Modena, a livello di tifoseria, è una piazza che dà tanto ma chiede anche tanto”.
ADDIO DI DUCA – “E’ arrivato al Modena nell’anno della Serie D, quando io ero in panchina, anche se ho avuto modo di allenarlo poco perchè lo acquistammo a dicembre e a gennaio fui esonerato da primo in classifica. Per me è stata un’amarezza incredibile e ancora non ho capito bene quella mossa societaria, ma di Duca ricordo che era un giocatore di prospettiva e con qualità che aveva dimostrato già a Pavia: era stato preso anche col mio consenso. Spero che trovi una società che punti su di lui perchè credo abbia potenzialità importanti per poter far bene. Sa giocare in tanti ruoli diversi”.
CENTRO SPORTIVO – “E’ un aspetto fondamentale, è una struttura che probabilmente andava costruita già ai tempi in cui ero a Modena. Allenarsi allo Zelocchi è limitante, in un centro sportivo moderno, invece, si può sfruttare al meglio anche la tecnologia, attraverso l’utilizzo di macchinari e strumenti adeguati. La nuova struttura sarà un valore aggiunto importante che potrebbe portare punti alla squadra”.
ESPERIENZA AL SALSOMAGGIORE E FUTURO – “Quella di quest’anno al Salsomaggiore in Eccellenza è stata una bellissima esperienza. Ci siamo salvati con una squadra costruita con un budget molto inferiore rispetto alle avversarie più quotate, tra cui Terre di Castelli. Abbiamo fatto un gran lavoro, salvandoci senza mai soffrire e raggiungendo così l’obiettivo stagionale. In estate, con la società abbiamo deciso di separarci perchè non c’era più la possibilità di dare continuità al lavoro che avevamo fatto. Ora sono fermo e in attesa di una nuova opportunità: ho sempre avuto il desiderio di allenare i giovani e vedremo se ci sarà la possibilità di allenare in qualche settore giovanile. E’ una cosa che mi manca”.




































































































