MODENA FC, INTERVISTA MISTER SOTTIL ALLA GAZZETTA DELLO SPORT
DEBUTTO CON LA SAMPDORIA – “Avrò emozioni particolari. E’ andata come sappiamo, ma senza rancore. Ho giocato nel Genoa dando il massimo, ho allenato la Samp sempre col massimo impegno. Sono un professionista, anche questo fa parte del lavoro. Lunedì 25 agosto, visti lo stadio e la cornice, dovremo essere bravi a farci trovare pronti. Modena-Sampdoria 1-3 del 29 settembre 2024? Una partita molto combattuta, vinta con le giocate di Coda e Tutino. Avevo piacere di conoscere questa proprietà, l’ho fatto ed essere venuto qui a lavorare mi rende molto carico”.
PREPARAZIONE ESTIVA E NUOVA SQUADRA – “Grazie alla società ho potuto fare il ritiro con la squadra quasi al completo, abbiamo fatto gruppo e portato avanti bene la condizione fisica, mettendo dentro i miei principi di gioco. La squadra è stata studiata nei minimi particolari, costruita con grande logica. Le mie idee combaciano con quelle della società, credo che saremo molto competitivi”.
CESSIONE PALUMBO – “Qui ha fatto grandi cose, ma voleva fare un’altra esperienza e la società l’ha accontentato. L’operazione ha soddisfatto tutti, e poi da noi è arrivata gente molto valida”.
MERCATO – “Sono soddisfatto, soprattutto per aver agito d’anticipo, centrando tutti gli obiettivi che avevamo in testa. Manca un esterno, o un giocatore in mezzo. Un messaggio al ds Catellani? Con il suo scouting abbiamo scoperto ragazzi come Massolin e Nieling che nessuno conosceva. Il mio 3-5-2? Contano occupazione degli spazi e sviluppo del gioco con determinati principi. Inizieremo le partite in un modo e le finiremo in un altro”.
OBIETTIVI – “Non ci nascondiamo. Meglio tenere profilo basso, però sappiamo di poter stare tra i migliori. Tra le favorite vedo il Palermo per il mercato, oltre a Venezia, Monza ed Empoli se riescono a tenere i giocatori della A”.
CARLO RIVETTI – “Ci siamo trovati fin da subito molto bene. Quando mi ha detto che suo nonno aveva costruito il Filadelfia, lo stadio dove sono cresciuto a Torino, mi sono emozionato. Il presidente ha un grande carisma. Poche parole, vedo la determinazione in quello in cui crede, dal centro sportivo al resto. E’ ambizioso e io pure, voglio tornare in A e quindi siamo in sintonia”.
CURIOSITÀ E PENSIERI PERSONALI – “Le differenze tra allenatore in A, B e C? Cambiano i calciatori, la qualità e la loro cultura del lavoro. Il mio modo di allenare credo sia migliorato, ma il metodo è lo stesso, con grande intensità e la palla al centro di tutto. Prossima Serie B? E’ tosta. Bisogna prendere pochi gol, la fase difensiva deve essere serrata e solida, poi davanti se hai qualità e organizzazione il gol lo trovi. Carriera? Da calciatore penso di aver fatto il massimo, malgrado gli infortuni, ma mi sono divertito. Allenare però mi piace di più, credo di aver fatto il percorso giusto, con tanta gavetta. Magari qualche scelta l’ho sbagliata, ma fa parte del percorso. L’Udinese mi ha portato in A perché ha apprezzato i miei 18 mesi di Ascoli. Qui è come a Udine, quello che dici viene realizzato, e vincere un campionato a questo punto ci vorrebbe…”.








































































































