Come riporta “Il Resto del Carlino”, ciò che maggiormente interessava ad Andrea Sottil erano almeno un paio di cose. La prima, la quasi totale assenza di infortuni o problemi vari, vero tallone d’Achille del Modena di un anno fa. Normale amministrazione e gestione degli affaticamenti. Unico in ritardo è Dellavalle, il quale convive ancora con l’infortunio accusato lo scorso maggio e se ne riparlerà per l’esordio in campionato. La seconda è l’assimilazione dei concetti tattici. Ecco, questo è l’obiettivo primario. Il Modena con Palumbo dovrà essere un lontano ricordo ed è bene dimenticarlo il prima possibile. Il Modena di Sottil, stando a quanto visto fin qui, non nascerà sotto la stella di uno o di pochi interpreti, ma proverà ad essere un coro o un’orchestra, intenta a suonare all’unisono lo stesso spartito. Un pizzico di imprevedibilità in meno in favore di un pragmatismo che in quelle partite che i canarini hanno steccato risulterà decisivo per la ambizioni playoff. Ora non resta che aspettare le prove che contano, dopo le quali potremo testare anche la tenuta mentale del nuovo Modena di Sottil.




































































































