LE PAROLE DELL’AMMINISTRATORE DELEGATO SPORT DEL MODENA, MATTEO RIVETTI, A “GIALLI DI SERA” SU TRC
“Inizio di stagione? Abbiamo giocato solo 4 gare di campionato e ne mancano 34, ma non c’è da nascondersi. Abbiamo dimostrato di essere una squadra con un atteggiamento in campo diverso, ora dobbiamo essere bravi a trovare il giusto equilibrio tra cavalcare l’entusiasmo e sapere che il campionato è lungo e ci aspetteranno momenti complicati, che saranno quelli decisivi e in cui dovremo rimanere uniti.
Scelte di mercato? Ha aiutato avere a disposizione fin dal ritiro quasi tutta la rosa. Siamo stati bravi a costruire la squadra subito, come chiesto da mister Sottil, per poi completarla. Quando si può lavorare dal primo giorno la differenza si vede. Lo scorso anno sono arrivati alcuni giocatori che arrivavano da un periodo di inattività, ma quest’anno sono rimasti al centro del progetto. Forse l’anno scorso abbiamo preso qualche rischio di troppo. Nel reparto offensivo abbiamo riposto massima fiducia, non sono state fatte rivoluzioni e siamo per ora il miglior attacco del campionato. Le operazioni fatte all’estero sono state importanti per fare uno step nello scouting. C’è uno staff che se ne occupa: è un lavoro di squadra, si viaggia tanto, si va all’estero e poi ci si ritrova periodicamente per aggiornarci. Il primo anno di B prendere i giocatori forti era difficile, ora ci siamo costruiti una credibilità.
Cessioni? Gagno e Zaro sono andati via a zero. Palumbo al Palermo è stata un’operazione importante. Antonio ha manifestato la volontà di andare via già a gennaio: non avremmo incassato di più dal Sassuolo, ma non era un discorso economico. Era lecito che Antonio chiedesse di andare via quando è arrivata l’offerta del Sassuolo, ma da parte nostra cedere il giocatore più importante nell’ultimo giorno di mercato al Sassuolo non era possibile. Sono dinamiche che non fanno parte del nostro modo di lavorare, a noi piace programmare. Palumbo è un giocatore che accentra tanto e catalizza tanto, ma ha fatto due anni incredibili con noi. Quando c’è stata la richiesta del Palermo la cessione si è concretizzata: prima c’era stato qualche sondaggio di altri club. La trattativa è stata molto lunga, c’erano tanti dettagli da limare e la situazione era complessa. L’inserimento di Di Mariano nella trattativa è stato subito una possibilità perchè volevamo rinforzarci a livello di esperienza e mentalità vincente.
Scelta dell’allenatore? E’ stata una decisione ponderata, ci siamo presi tutto il tempo necessario e abbiamo incontrato diversi allenatori perchè sapevamo che la scelta era chiave e non si poteva sbagliare. Il criterio è stato quello di prendere un allenatore che potesse imprimere alla squadra una forte identità di gioco: volevamo una squadra riconoscibile e che combattesse. L’idea da subito era quella di giocare a tre dietro, la scelta si è concentrata prima sull’aspetto dell’identità e poi quando abbiamo parlato con mister Sottil abbiamo subito capito che era la persona giusta.
Esterni? Giocando con 3-5-2 i quinti sono fondamentali e devono avere anche caratteristiche diverse. Siamo stati bravi a cogliere le opportunità e il mister ci ha dato le giuste indicazioni. Sono arrivati Zanimacchia e Zampano, che in categoria sono giocatori importanti. Zampano racchiudeva tante caratteristiche che stavamo cercando: mentalità vincente, aver già vinto e duttilità, così come Zanimacchia.
Chichizola? Cercavamo un portiere con caratteristiche precise e con personalità.
Caso e De Luca? Per Caso c’era stata qualche richiesta e bisogna sempre aver pronto un piano B. La nostra volontà è sempre stata quella di tenere Caso, giocatore forte con caratteristiche diverse rispetto a quelle che abbiamo in squadra. Ha avuto qualche affaticamento muscolare, ma ha dimostrato anche a Frosinone di poter essere un’arma letale in tante partite. Per De Luca o altri nomi abbiamo fatto solo dei sondaggi per essere pronti in caso di uscita di Caso.
Mentalità? E’ stato fatto un lavoro importante nel cercare di portare a Modena giocatori che avessero esperienza e mentalità vincente.
Tifosi? Ora dobbiamo essere bravi ad alimentare l’entusiasmo dei tifosi attraverso le prestazioni e l’attaccamento alla maglia. Come detto dal presidente, l’obiettivo primario era riconquistare la fiducia dei tifosi.
Gliozzi? Non sono sorpreso, è stato preso nel mercato di gennaio di un anno e mezzo fa ed è un attaccante che è già andato in doppia cifra in carriera. Nell’ultimo anno e mezzo ha avuto qualche difficoltà, ma non si è mai abbattuto e nello spogliatoio è sempre stato apprezzato.
Gol più bello? Sono legato a tutte le reti di quest’anno, ma quella di Santoro contro la Sampdoria è stata la più bella, anche per l’importanza e il gesto tecnico. Santoro sta crescendo tantissimo.
Sky box? Sono un servizio importante per i nostri sponsor e per chi vuole vivere l’esperienza della partita in un modo diverso. Sono impattanti a livello architettonico, ma sono importanti per crescere e presto ci sarà un’altra sorpresa per migliorare l’esperienza dei tifosi allo stadio anche negli altri settori.
Maglie? Nella maglia bianca sappiamo che c’è difficoltà a distinguere i numeri. Abbiamo un rapporto ormai consolidato con New Balance ed essendo stati nel settore per tanti anni diamo il nostro contributo.
Lavorare con papà? Siamo sempre stati abituati a lavorare in famiglia, è qualcosa di bello.
Beyuku? Il Mondiale Under 20 è una vetrina importante per lui e per il Modena: siamo molto contenti per lui. Per noi è motivo di orgoglio.
Rapporto con la città? L’ambiente ci ha sempre sostenuto, anche i numeri dello stadio lo dimostrano. Manca qualche abbonamento rispetto allo scorso anno, ma il finale di stagione dell’anno scorso è stato amaro. Dopo la vittoria di Bari pensavamo di poter andare ai playoff, stavamo bene e avevamo un buon calendario con tre gare in casa nelle ultime quattro. Non è successo nulla di particolare, smentiamo le chiacchiere.
Mandelli? E’ arrivato che eravamo penultimi ed ha fatto un lavoro importante, a lui va il nostro ringraziamento. Ci ha permesso di programmare.
Mercato di gennaio? Se ci dovesse essere una necessità ci faremo trovare pronti.
Centro sportivo? Stiamo lavorando e si vede già qualcosa. Il nostro obiettivo è di entrare entro fine 2026 con tre campi. E’ un progetto importante da più di venti milioni di euro totali.
Percorso a Modena? Fare calcio è difficilissimo, ogni partita e ogni settimana bisogna fare risultato e si fa fatica a ragionare sul lungo periodo
Squadre favorite in B? Palermo sicuramente, poi a livello di rosa il Monza e il Venezia. Anche Empoli, Spezia e Bari sono tra le più forti, anche se partite male.
Pedro Mendes? Ha fatto la preparazione benissimo, poi ha avuto un problemino, ma col Bari è entrato con l’atteggiamento giusto e ha trovato subito il gol. A Mantova ha fatto un miracolo Festa, sono sicuro che sarà protagonista.
Acquisto del Braglia? Per il momento non è sul tavolo”.




































































































