Attilio Milani era stato presidente più o meno 15 anni fa, quando nel 2010 uscì da quel Fiorano che aveva portato a insediarsi nel gotha del calcio dilettantistico regionale, con la “ciliegina” delle due storiche stagioni di Serie D. Ora però quel titolo, presidente appunto, va rispolverato perché da qualche settimana Milani è stato eletto alla guida della Spezzanese, società ambiziosa che al quarto anno in Seconda Categoria è pronta per alzare l’asticella, grazie anche all’apporto dell’imprenditore fondatore della Gmm Group di Fiorano.
Milani, allora dobbiamo chiamarla ancora presidente?
“Fa un po’ effetto anche me – dice Milani in un’intervista rilasciata al “Carlino Modena” – soprattutto perché sono presidente sia del settore calcio che di quello della pallavolo, di cui non mi intendo un granché (sorride, ndr), ma mi sono ripromesso di studiare un po’…”.
Fra la sua azienda e la Spezzanese si è saldato un legame molto forte, che coinvolge anche suo figlio Luca.
“Da alcuni anni diamo una mano al settore giovanile del calcio che è il motivo per cui dopo 15 anni senza pallone, senza sentirne nemmeno troppo la mancanza a dire il vero, avevo deciso di tornare in prima persona. Da quest’anno poi abbiamo deciso di gestire anche la prima squadra con mio figlio Luca (classe ’81, ex giocatore fra le altre di Modena e Fiorano, ndr), che è anche il Ceo della Gmm Group, perché io dopo oltre 50 anni in prima fila mi sto un po’ godendo la pensione. Da due anni i dirigenti mi hanno chiesto di fare un passo ulteriore con la presidenza e dopo un po’ di riflessioni ho accettato. Non lo farò a tempo pieno, ma una mano la do volentieri perché è un gruppo di una decina di ragazzi che meritano e mi fa molto piacere anche che il presidente uscente Raimondo Guerra sia rimasto in società”.
Che contributo pensa di portare da presidente?
“Un po’ dell’esperienza maturata a Fiorano soprattutto nell’organizzazione di una società che sta crescendo, abbiamo numeri di grande spessore per il settore giovanile”.
Qual è l’obiettivo per la prima squadra?
“Veniamo da due noni e un settimo posto in Seconda, con salvezze sempre senza patemi. Ora penso che sia il momento di provare ad alzare il tiro con un progetto abbastanza ambizioso, ma senza fare passi esagerati. Diciamo che proviamo ad arrivare in Prima nei prossimi 3 anni”.




































































































