Come riporta la “Gazzetta di Modena”, pare proprio che il Modena con Andrea Catellani e Alessandro Consolati abbia intuito le rotte di Giovanni Sartori, così come dimostrano i casi di Nieling e Massolin. Basta guardare ad alcune clamorose recenti plusvalenze di Sartori per rendersi conto che le pepite ci sono, tutto sta a saperle trovare e poi lucidare a dovere in un contesto strutturato. Il Modena pare proprio aver scelto un modello e una strada di concretezza e vecchio stile sviluppato nel contesto di modernità. Tutti parlano di dati, ma poi il più ammirato e concreto è proprio uno alla Sartori che lavora sotto traccia, guarda i numeri ma macina pure chilometri. Carlo Rivetti teorizzava un Modena tutto italiano solo qualche tempo fa; il tempo degli italiani però, visti i costi, non è più per tutti. E probabilmente è pure per questo che il Modena si è messo in casa un profilo di valore assoluto come quello di Daniele Placido, responsabile dello scouting internazionale che viene dalla Roma e ha lavorato con pezzi grossi come Bruno Conti e Alberto De Rossi che in fatto di giovani e talenti hanno decisamente pochi rivali sul mercato. Drenare i fondali delle “cantere” è fondamentale, ma per farlo servono competenza, agganci e la capacità di guardare lontano. Di sicuro Rivetti continuerà a cullare il suo sogno autarchico, ma è imprenditore talmente pratico e di larghe veduto da sapere che il romanticismo non basta.


































































































