COMUNICATO UFFICIALE VIGNOLESE 1907
“A seguito delle severe decisioni del giudice sportivo, la Us Vignolese ci tiene a precisare un po’ di cose e dare la propria versione di quanto accaduto, in modo consapevole e assumendosi la responsabilità di quanto si dichiara. Il direttore di gara (Di Costanzo di Modena, ndr) ha avuto nei nostri confronti un atteggiamento inaccettabile, maleducato, derisorio e provocatorio, che ha surriscaldato gli animi, già di per sè agitati a seguito di una direzione di gara quantomeno discutibile. Noi certamente colpevoli di essere caduti nelle provocazioni e nelle battute ironiche e inadeguate dell’arbitro, ma nonostante tutto il nostre allenatore Marino Gorzanelli (squalificato fino ad aprile, ndr), all’ultimo minuto di gara era ancora tranquillo in panchina, nonostante una direzione inspiegabilmente ostile, e non era nemmeno mai stato richiamato verbalmente dall’arbitro. Tutto è successo quando, al 90′, a seguito di un palese errore dell’arbitro, Gorzanelli ha allargato le braccia commentando a voce alta “non puoi fare una cosa così” senza insultare nessuno e senza bestemmiare. A seguito di ciò l’arbitro lo ha inspiegabilmente espulso. La successiva reazione del nostro allenatore è stata sicuramente eccessiva e sbagliata, ma resta il fatto che il nervosismo di tutti noi era dovuto al comportamento dell’arbitro, che invece di svolgere il suo ruolo imparziale e “super partes”, si permetteva di deriderci, facendo anche commenti, sorrisini sarcastici e battute sul fatto che fossimo in 11 (l’influenza ci aveva falcidiato al sabato). Totalmente inventato, poi, il fatto che il nostro dirigente Clò abbia tentato di colpire al volto l’arbitro, questa è una falsità, più che qualche offesa non c’è stato altro, tutti i presenti possono testimoniarlo. Ora è chiaro che in Terza Categoria non ci si possa aspettare arbitraggi impeccabili, l’errore va sempre accettato, considerato anche il livello di difficoltà in cui l’arbitro deve dirigere, ma essere derisi e presi in giro non è accettabile, né oggi né domani né mai. Il suddetto arbitro meriterebbe, anche lui, a seguito non dei suoi evidenti errori, opinabili, ma del suo sconcertante comportamento, una squalifica, se davvero si volesse fare giustizia. Non chiediamo nulla di più che rispetto ed educazione, cose che il direttore di gara, in questa occasione, ci ha colpevolmente negato: le colpe non stanno sempre e solo da una parte”.
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