MODENA FC, INTERVISTA AL GIORNALISTA DELLA GAZZETTA DELLO SPORT NICOLA BINDA
“Quella contro il Venezia è stata probabilmente la partita in cui ho visto il Modena più in difficoltà. Un segnale che non va letto come bocciatura, ma come presa di coscienza: i gialloblù sono competitivi e sono una buona squadra, ma il vero livello lo si capisce solo affrontando avversari di pari o superiore caratura. Al momento i canarini sono una spanna sotto, ma la sfida contro il Monza servirà ulteriormente per capire se il divario è simile o se può essere colmato.
Nel match di sabato si è visto il volto migliore degli avversari e uno inedito dei canarini. I lagunari giocano così da sempre: pressano, dominano e mettono in difficoltà chiunque. Il Modena ha provato ad aspettare e a ripartire, ma non è riuscito né a contenere fino in fondo né a colpire negli spazi. Serve ripartire dal secondo tempo dove la squadra di Sottil ha cambiato atteggiamento.
Pensare di essere subito allo stesso livello di formazioni appena scese dalla Serie A e capaci di mantenere rose di altissimo profilo era oggettivamente complicato. Il Modena è comunque cresciuto rispetto all’anno scorso e ha sicuramente più qualità ed alternative. Con il Monza sarò presente al Braglia e mi aspetto tanta gente allo stadio, demoralizzarsi dopo qualche risultato negativo sarebbe l’errore più grande. Dopo anni difficili, avere una squadra che se la gioca a questo livello è un patrimonio da difendere e da sostenere.
Monza? E’ un avversario diverso dal Venezia: meno dominante, più attendista, ma con individualità capaci di colpire in qualsiasi momento. Bisognerà disputare una partita attenta, intensa e senza cali di concentrazione, costringendo i brianzoli a lavorare molto in fase difensiva.
Mercato? Serviranno equilibrio e lucidità in una sessione come sempre pericolosa e insidiosa. Il Modena ha già trovato risposte importanti da giocatori che ad inizio stagione erano incognite, mentre lì davanti resta aperta una riflessione su un possibile rinforzo offensivo. Prendere un titolare pronto costa molto, puntare su chi gioca poco comporta rischi tecnici e fisici. Secondo me, l’obiettivo deve essere quello di migliorare senza alterare equilibri economici e di spogliatoio. Niente rivoluzioni, dunque, ma valutazioni profonde e mirate perché il Modena, oggi, è una squadra che se la gioca e merita di essere sostenuta fino in fondo da ambiente e tifosi”.

































































































