Nel centrocampo del Modena due perdine su tre sono sempre certe: Fabio Gerli e Simone Santoro, titolari inamovibili per Andrea Sottil (lo stesso anche nella scorsa stagione prima con Bisoli e poi con Mandelli). Entrambi col passare del tempo, da quando sono arrivati sotto la Ghirlandina, hanno avuto una crescita esponenziale importante, tanto da diventare tra i giocatori più forti in cadetteria nel proprio ruolo.
Gerli, ora anche capitano, è al suo sesto anno in gialloblù e si sta avvicinando alle 200 presenze (191). Nella stagione in corso ha saltato solamente, per problemi muscolari, le gare contro Frosinone e Juve Stabia. E’ il cervello della formazione canarina, colui che detta i tempi, gestisce il gioco e alle sue caratteristiche ha aggiunto, ultimamente, anche le incursioni palla al piede, che più volte hanno creato pericolosità alle difese avversarie e dato soluzioni differenti alla squadra.
Santoro, invece, è arrivato dal Perugia nell’inverno di due anni fa. Dopo un periodo di ambientamento e adattamento, ha trovato alla grande la sua dimensione e ha saputo far risaltare le sue qualità sia tecniche che fisiche. Impiegato da Sottil in tutte le diciannove gare disputate in stagione, è sempre stato schierato titolare (tranne a Carrara, dove è subentrato all’intervallo). L’interno di centrocampo è diventato il suo ruolo naturale, ma all’occorrenza (in assenza di Gerli) può fare anche il regista. Questa duttilità, abbinata alle sue qualità, lo ha consacrato come miglior centrocampista del campionato cadetto della passata stagione.
Se Gerli e Santoro restano su questi standard, pochi dubbi per Sottil in mezzo al campo: c’è solo da scegliere il terzo per completare la mediana.




































































































