Come riporta la “Gazzetta di Modena”, la classifica va letta oltre le posizioni: Perugia (e Trento) in testa a quota 35, Modena quarta con 31, ma il divario non nasce da una minore produzione di gioco. Il primo spartiacque è il rapporto tra prestazione e rendimento. Il dato sui break point ridimensione la distanza tra le due squadre. Perugia guida la graduatoria con 382 break point in 53 set, Modena segue a brevissima distanza con 378 in 55 set. Tradotto: la capacità di conquistare punti in fase di cambio palla è sostanzialmente equivalente. Una vicinanza che trova conferma nei fondamentali da cui il break point nasce, ossia muro e difesa. A muro le due squadra viaggiano quasi appaiate: 117 muri punto per Perugia e 188 per Modena. Dai nove metri i gialloblù sono stati proclamati più volte reginetta del campionato per gli ace, con 125 punti diretti al servizio, un dato superiore agli 81 di Perugia. In attacco i valori sono simili: Modena chiude con il 52% di positività, Perugia al 52,3%. Un altro indicatore che aiuta a leggere il divario in classifica è quello degli errori totali. Perugia chiude la prima parte di stagione con 351 errori totali contro i 510 di Modena. Il quadro che emerge è chiaro: Modena non è lontana da Perugia nei numeri, ma lo è nella gestione della gara. Non vince chi fa di più, ma chi riesce a non andare mai sotto un livello minimo di prestazione limitando al massimo passaggio a vuoto.
















































































































