E’ stata una separazione tutt’altro che consensuale quella tra Alberto Formato, passato alla Correggese, e la Cittadella. A 508 giorni dal suo storico primo gol della Cittadella in Serie D, contro il Piacenza al ’Braglia’ a settembre 2024, il bomber e la società biancazzurra si sono detti addio. In maniera polemica, con qualche frecciata velenosa verso il ds Biagini, ma soprattutto nei confronti di mister Gori che comunque, ad onore del vero, lo ha sempre fatto giocare dal primo minuto quando era in condizione.
«Sicuramente non ci siamo lasciati bene a livello umano – le sue prime parole rilasciate al “Carlino Modena” – ma nel calcio queste situazioni ci sono sempre state e ci saranno ancora. Però mi aspettavo che la scelta di farmi andare via mi venisse comunicata in modo diverso. E voglio sottolineare che io non ho mai chiesto di andare via, è stato lo staff tecnico a comunicarmi venerdì scorso che sarebbe stato meglio se mi fossi trovato una nuova sistemazione. Da lì ho avuto carta bianca per cercarmi squadra». Non c’era solo la Correggese sul giocatore. «Visto che nei dilettanti si può cambiare squadra solo entro il 31 gennaio – spiega – mi sono trovato un po’ alle corde con le tempistiche. Per questo dico grazie al Lentigione, al presidente Amadei e al ds Cangini, che mi hanno cercato fino alla fine ma ho scelto Correggio perché mi hanno prospettato un progetto anche per l’anno prossimo. Spero di trovare lì un ambiente in cui ritrovare prima di tutto la serenità mentale, i gol sono una conseguenza dello stare bene». «Lascio una società sana e ambiziosa – prosegue – e dico grazie al patron Galassini, al presidente Lei, a Fantazzi, Riccò, tutti i volontari e in modo speciale al dirigente William Rebecchi, oltre che ai miei compagni di squadra. Penso comunque di aver lasciato il segno coi 15 gol dell’anno scorso. Da quando è arrivato Gori ho avuto un calo netto a livello di numeri, è stata una convivenza difficile e probabilmente a me e alla società è mancata la lucidità di capirlo questa estate. Quello che è successo da settembre a oggi ne è la conseguenza: mi è dispiaciuto sentire dire a dicembre che sarei diventato il miglior acquisto dopo l’infortunio, ma la verità è che il mio addio era stato deciso già a novembre. Non è credibile che mi abbiano giudicato per i due spezzoni e la gara col Lentigione giocati dopo 2 mesi di stop, anche perché in campo ho sempre dato tutto e per recuperare dall’infortunio, ho lavorato anche nella settimana di sosta di Natale. Ora però penso solo alla Correggese».







































































































