Sedlaček, Pádár, Golzadeh, Lanza: questi sono solo alcuni dei giocatori che negli ultimi giorni hanno lasciato l’Italia, dove giocavano per formazioni che si trovano attualmente dall’ottavo posto in giù, per accasarsi all’estero per il finale di stagione.
Lo schiacciatore ormai ex Cuneo Marko Sedlaček, tra i principali fautori della salvezza anticipata ottenuta dal neopromosso club piemontese, ha fatto le valigie a fine gennaio per unirsi all’Olympiakos, che in Grecia si appresta a giocare i play-off. Krisztián Pádár, opposto e miglior giocatore di Monza, MVP fra l’altro due settimane fa nella gara vinta con Modena, ha rescisso consensualmente il suo contratto coi lombardi per vestire la maglia dell’Istanbul Genclik Spor, che lo ha tesserato dietro un ricco contratto per la prossima stagione a patto di averlo anche nel finale di questa. Poi c’è il caso di Amir Golzadeh, opposto di Grottazzolina che ha lasciato ieri le Marche a fronte di “un’offerta irrinunciabile” dall’estero, con il suo club che però non è ancora matematicamente retrocesso. Ma la “voglia di estero” non risparmia neanche i giocatori italiani, con il veterano Filippo Lanza che si è separato ieri da Cisterna per chiudere la stagione sportiva a Shanghai.
Queste situazioni non sono certo nuove, ma si stanno moltiplicando e, soprattutto, si presentano sempre prima nell’arco di una stagione pallavolistica di club che è già breve di suo. Formazioni come Cuneo e Cisterna, che non hanno altro obiettivo che la salvezza, hanno in sostanza allestito squadre per conquistare quattro vittorie l’una – che in questa stagione con Grottazzolina ampiamente staccata bastano e avanzano per restare in SuperLega – e già a febbraio possono considerare, di fatto, la propria stagione conclusa. Anche Monza, che probabilmente giocherà i play-off da ottava e affronterà Perugia, lo farà senza il giocatore che più di tutti l’ha trascinata nella posizione di classifica che occupa oggi.
Gli atleti sono sicuramente gli ultimi fra i colpevoli di questa situazione: chi, avendo la possibilità di scegliere, rifiuterebbe ingaggi d’oro per restare a giocare le ultime giornate senza obiettivi e i play-off per il 5º posto in Italia? A questo punto sorge spontaneo chiedersi, anche a fronte di un mercato che negli ultimi anni è sempre più anticipato, con le società che iniziano a programmare la stagione successiva con quella corrente appena iniziata, se non sia opportuno istituire una finestra di mercato, limitata nel tempo, anche durante la stagione. Forse, però, lo sguardo deve essere ancora più ampio: ha davvero senso che la stagione di alcuni club, soprattutto quelli che lottano per la salvezza, duri quattro mesi?
Questa situazione ha i suoi risvolti anche sul campionato di Modena, oltre che di altre squadre di vertice che invece si stanno ancora giocando tutto, perché – per citarne una – Civitanova deve ancora affrontare sia Cisterna che Monza, che avendo perso giocatori risulteranno senz’altro indebolite rispetto a quando hanno affrontato i gialloblù e le altre formazioni avanti in classifica.
Le ragioni alla base del tutto sono troppo complesse per essere discusse in un solo articolo, ma quel che è certo è che il sistema pallavolistico, se aspira a uscire dalla dimensione, di fatto secondaria rispetto ad altre discipline, che ricopre adesso in Italia, ha bisogno di riformarsi da tanti punti di vista.






































































































