Tra i problemi che stanno emergendo nel Modena, c’è n’è uno evidente, lampante e non di poco conto: la squadra di Sottil non ha alternative al 3-5-2, non ha idee e soluzioni differenti se le cose non vanno per il verso giusto e se la gara richiede di modificare la propria identità.
Il tecnico gialloblù, nell’ultimo periodo, ha un po’ variato il modo di approcciare alle partite e nel girone di ritorno, pur non modificando il suo marchio di fabbrica (3-5-2), ha scelto fino ad ora i due attaccanti strutturati, preferendoli alla seconda punta che aveva invece sempre utilizzato nella prima parte di stagione. E’ innegabile che la squadra gioca e cerca di fare quello che richiede l’allenatore, ma indipendentemente dal contesto, dai momenti, dall’andamento delle partite e dal punteggio, non si modifica mai a gara in corso, proseguendo allo stesso modo dall’inizio alla fine, sia come schieramento tattico che come modo di giocare.
L’identità c’è, ma è estremamente rigida e non sono previsti cambi di spartito durante i novanta minuti. Lo schieramento resta invariato, le sostituzioni sono (quasi) sempre ruolo per ruolo, e questa fedeltà alle idee iniziali si sta trasformando in prevedibilità e sta diventando un limite importante. Cercare un “piano B” non significa rinnegare i propri principi di gioco e le proprie idee, ma solamente lavorare su alternative che possano diventare utili se una determinata situazione lo richiede. Trovare soluzioni sta diventando una forte necessità, urge farlo al più presto.


































































































