Il Chelsea ha registrato una perdita ante imposte di 355 milioni di sterline nel 2024‑25, la più alta mai riportata da un club inglese e la seconda peggiore nella storia europea dopo il Barcellona del 2021, quando i catalani arrivarono a un passivo di 484 milioni. I dati pubblicati dalla Uefa mostrano un quadro in cui i Blues faticano a tenere il passo dei top club della Premier League, soprattutto sul fronte dei ricavi. Il club londinese ha generato 511 milioni di sterline, una cifra nettamente inferiore ai 746 milioni del Manchester City e ai 744 milioni del Liverpool. La distanza nasce da più fattori. Stamford Bridge, con una capienza di 41.798 posti, limita gli incassi da “partite della domenica”: il Chelsea guadagna meno per partita e meno nell’arco della stagione rispetto ai rivali diretti. Anche sul fronte commerciale il club resta indietro: sponsorizzazioni e partnership valgono 207 milioni, un dato in calo e lontano da Tottenham (incredibile) e Manchester City. Le vendite di maglie e merchandising si fermano a 83 milioni, senza crescita rispetto all’anno precedente e ben sotto i livelli di Manchester United e Spurs. L’unico settore in cui il Chelsea si avvicina ai vertici europei è quello dei diritti televisivi. La partecipazione e la vittoria al Mondiale per Club FIFA hanno portato i ricavi TV a 192 milioni, il secondo valore più alto in Europa dietro al Manchester City. Ma questo risultato non basta a compensare le carenze strutturali nelle altre voci di bilancio. Il quadro complessivo riaccende un tema che il calcio inglese conosce bene: la fragilità finanziaria può colpire anche club storici. In passato, società come Portsmouth, Bolton, Derby County e Leeds United hanno rischiato il collasso o sono state costrette a ripartire dalle serie inferiori per debiti molto più contenuti. Il caso più drammatico resta quello del Bury, escluso dalla Football League nel 2019 e scomparso dal calcio professionistico dopo anni di gestione disastrosa. Il Chelsea, per dimensioni e proprietà, non si trova in una situazione paragonabile. Ma il principio resta valido: quando i ricavi non crescono al ritmo delle spese, anche le realtà più strutturate possono trovarsi esposte.







































































































